La Grecia è luogo dove storia e mito si incontrano e fondono in un racconto che non smette di affascinare, nonostante il trascorrere dei secoli. In una piccola città dell’Argolide, Epidauro, nacque Asclepio (Esculapio secondo i romani), figlio di Apollo e dio della medicina, o perlomeno lì nacque il suo culto, attorno al V secolo a.C..

Propylaea del santuario di Asclepio a Epidauro, in Grecia, fotografia di Janmad condivisa con licenza CC BY-SA 4.0 via Wikipedia:

Il santuario dedicato ad Asclepio era il centro di cura più conosciuto del mondo classico, dove i malati si recavano per ottenere la guarigione: i pazienti dormivano una notte nel tempio, e durante il sonno il dio stesso, nei loro sogni, indicava la giusta cura. La grande fama del tempio portò prosperità alla città, che si abbellì di molti edifici civili, tra cui il famoso teatro, uno dei monumenti meglio conservati della Grecia classica.

Sotto, fotografia di Carole Raddato convidisa con licenza CC BY-SA 2.0 via Wikipedia:

La sua bellezza e la perfetta simmetria sono un simbolo di perfezione, che ha incantato tutti coloro che da lì transitarono. Da Pausania (viaggiatore e geografo greco del II secolo dC.), fino allo scrittore statunitense Henry Miller, che scrisse

A Epidauro, nella quiete, nella grande pace che scese su di me, udii batter il cuore del mondo

Per molti secoli, il mistero dell’eccezionale acustica del teatro ha fatto nascere ipotesi e spiegazioni, sia tra gli studiosi sia tra i profani, sul modo in cui questo risultato fosse stato ottenuto. Il teatro, che risale al IV secolo a.C., è la maggiore opera dell’architetto Policleto il Giovane. Può ospitare, ancora oggi, 14.000 persone, nelle 55 gradinate che lo compongono (ma 21 furono aggiunte dai romani), e, come in tutti gli antichi teatri greci, la bellezza del paesaggio dietro la skēnē (lo scenario alle spalle di chi recita) è parte integrante del teatro stesso.

Il teatro, fotografia di Andreas Trepte condivisa con licenza CC BY-SA 2.5 via Wikipedia:

Ma è la sua straordinaria acustica che sorprende e lascia increduli: qualsiasi suono, anche solo quello di una moneta che cade, può essere percepito, senza nessuna amplificazione, dal proscenio fino all’ultima fila in alto.

Alcune teorie suggerivano che fossero i venti – quelli prevalenti – a portare suoni e voci a tutte le gradinate, in maniera amplificata.

Il teatro, fotografia di Vislupus condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Grazie ad uno studio dei ricercatori dell’Istituto di Tecnologia della Georgia, si è scoperto che è la pietra calcarea delle gradinate a fare da filtro, eliminando la bassa frequenza dei suoni. Inoltre, le file delle sedute amplificano i suoni ad alta frequenza che arrivano dal palco.

Il ricercatore Nico Declercq, ingegnere meccanico, pensava inizialmente che fosse la pendenza del teatro a garantire l’effetto acustico, per “le onde sonore che salgono senza quasi essere smorzate”, ma la sorpresa è arrivata dall’effetto filtro sulle basse frequenze.

Il museo di Epidauro. Fotografia di Angela Monika Arnold condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

La pietra ruvida delle gradinate agisce come una trappola acustica naturale, assorbendo le basse frequenze dalle voci degli attori. Gli spettatori suppliscono alla parte mancante dello spettro audio con un fenomeno chiamato “virtual pitch” (tono virtuale): il cervello umano ricostruisce le frequenze mancanti, come avviene talvolta nelle conversazioni telefoniche disturbate. I costruttori del teatro di Epidauro non erano consapevoli di queste eccezionali qualità acustiche della pietra calcarea, tanto che in seguito, in tutto il mondo classico, nessuno riuscì più ad ottenere quel risultato.

Fonte: LiveScience

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.