Correva l’anno 1565, quando Daniele da Volterra fu incaricato di ricoprire le “oscenità” presenti nel Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti, nella Cappella Sistina. Il buon Daniele, d’allora in poi chiamato “Braghettone”, era amico del grande artista e cercò di intervenire in maniera discreta (tranne nel dettaglio di Santa Caterina e San Biagio), mascherando con leggeri panni svolazzanti le nudità presenti nell’affresco.

Ben diverso spessore, anche culturale, hanno quei pesanti tratti di pennarello nero che coprono il minimo accenno di nudità, perfino la modesta scollatura della Gioconda, nel libro di testo di un corso di storia dell’arte del Pensacola Christian College.

La scuola è un “college di arti liberali”, che basa tutta la sua organizzazione e la didattica sulla dottrina cristiana della Chiesa Battista Indipendente.

Indubbiamente i ragazzi che si iscrivono al PCC sono consapevoli di entrare a far parte di una comunità piuttosto ristretta, dove il forte indirizzo religioso risulta vincolante anche per l’apprendimento.


Gli studenti del corso d’arte sanno che usciranno dal college “attrezzati per condividere Cristo attraverso le arti visive, la musica o le performance teatrali”. La storia dell’arte è materia considerata di grande rilievo nel curriculum degli studenti, incoraggiati alla comprensione della Bibbia anche attraverso lo studio delle opere d’arte.

Che viaggio meraviglioso attraverso il tempo e la storia è quello che si può fare conoscendo le opere di grandi artisti, da Michelangelo a Leonardo, ma anche dei più moderni Picasso e Dalì (solo per citare qualcuno di universalmente conosciuto), attraverso tutte le diverse espressioni con le quali pittori e scultori hanno interpretato mondi reali e immaginari: lo studio come occasione di crescita intellettuale e spirituale, e anche di divertimento…


Non al PCC, dove gli studenti devono accontentarsi di analizzare e comprendere opere d’arte censurate da qualcuno che ritiene sconveniente mostrare alle giovani menti parti anatomiche del corpo solitamente coperte.

Ecco che capolavori di grandi maestri sono deturpati da vistosi segni di pennarello, offerti in omaggio a una purezza ideologica tanto anacronistica quanto deleteria dal punto di vista culturale. E triste, soprattutto triste, è la visione limitata del mondo che offre il college di Pensacola.

Visione limitata che non traspare nell’obiettivo del College, che è quello di “formare giovani uomini e donne nell’istruzione superiore per una vita di servizio a Gesù Cristo” e di “promuovere la causa di Cristo fornendo un’educazione cristiana-tradizionale, di arti liberali che sviluppa gli studenti spiritualmente, intellettualmente, moralmente, culturalmente e socialmente”.

 
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Il Pensacola Christian College, in Florida, è un istituto privato che ha ovviamente facoltà di scegliere il metodo didattico più consono al credo religioso che è la base stessa della scuola.

Tuttavia le immagini censurate su cui devono prepararsi ad andare incontro al mondo gli studenti del PCC rasentano oggettivamente la soglia del ridicolo.

Le immagini sono state condivise da un ex studente del PCC, via Imgur

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.