Stephen Wiltshire era un bambino con un’accesa immaginazione ma con grandi difficoltà nella parola. Nel 1977, quando aveva tre anni, gli fu diagnosticata una forma di autismo, e suo padre morì in un incidente motociclistico proprio quell’anno.

La vita, per Stephen, iniziava tutta in salita

Ma un talento eccezionale gli avrebbe consentito, nel corso dei decenni successivi, di diventare una persona molto più capace e sviluppata di quanto i medici, in quella fine degli anni ’70, avevano pronosticato per il suo futuro.

All’età di cinque anni entrò nella Queensmill School di Londra, una scuola per bambini autistici. Fu lì che mostrò interesse per il disegno. All’inizio, disegnava animali e macchine, poi schizzi di famosi edifici londinesi, nonché vedute aeree di città immaginarie devastate dai terremoti (dopo aver appreso dei terremoti a scuola). In breve tempo diventò un eccezionale disegnatore di auto statunitensi e produsse disegni di paesaggi urbani sempre più complicati.

Per riuscire a far parlare Wiltshire, i suoi insegnanti iniziarono a nascondere i suoi materiali per disegnare. In quel modo, pensavano, avrebbe dovuto imparare a chiederle. E infatti…in poco tempo Stephen disse la sua prima parola:

Carta

Il bambino sviluppò completamente il linguaggio entro i nove anni d’età.

Una passione diventa una carriera

Wiltshire ricevette la sua prima commissione quando aveva solo otto anni. Creò uno schizzo della Cattedrale di Salisbury per il Primo Ministro Margaret Thatcher. Due anni dopo avrebbe completato una delle sue prime opere riconoscibili intitolata “The London Alphabet”. Questa raccolta di disegni presentava famosi monumenti di Londra, uno per ogni lettera dell’alfabeto.

La famosa serie televisiva di documentari scientifici della BBC, Q.E.D., presentava un Stephen Wiltshire di 11 anni in una trasmissione del 1987 condotta da esperti di autismo. Per mettere alla prova le sue capacità, lo show lo portò in un edificio che non aveva mai visto prima – la stazione ferroviaria di St. Pancras, di epoca vittoriana, nel centro di Londra – e gliela fece disegnare a memoria.

Quando aveva solo 13 anni venne pubblicato il suo primo libro, chiamato semplicemente “Drawnings – Disegni”. Quando si laureò alla City & Guilds of London Art School nel 1998, aveva pubblicato altri tre libri. Il suo libro del 1991, Floating Cities, fu in cima alla lista dei bestseller del Sunday Times di quell’anno.

I successi di Stephen Wiltshire oggi

Oggi, Wiltshire trascorre gran parte del suo tempo a disegnare paesaggi urbani. Conserva i suoi pezzi in una galleria permanente a Londra e li mostra in tutto il mondo. Di solito fa un breve giro in elicottero sul soggetto da disegnare, prendendo in considerazione le parti importanti e misurando le dimensioni del sito. Poi, passa da cinque a dieci giorni a disegnarlo su una tela gigante. A volte lavora davanti a un pubblico, come nel caso della sua “Singapore”, del 2014:

Oggi Stephen Wiltshire è uno degli artisti più celebri del globo e ha ricevuto un MBE – Membro dell’Ordine più Eccellente dell’Impero britannico – per i servizi nel mondo dell’arte. Per gran parte del tempo il lavoro dell’artista è a sostegno di una fondazione o causa come ad esempio l’educazione artistica per bambini.

Ha disegnato Sydney, a sostegno dell’Autism Spectrum Australia. Wiltshire ha anche disegnato gli skyline di Singapore, Hong Kong, Madrid, Dubai, Gerusalemme, Londra e Francoforte.

A New York City, ha disegnato siti come Ellis Island e la Statua della Libertà, il litorale del fiume Hudson nel New Jersey e il Ponte di Brooklyn. Una delle sue opere più famose è lo skyline di Roma, in cui è riuscito a ritrarre esattamente il numero di pilastri del Pantheon nonostante abbia visto l’edificio per meno di un minuto.

La sorella di Wiltshire, Annette, ha recentemente dichiarato al The Guardian che è l’arte di suo fratello – e non il suo autismo – che lo distingue davvero. “Stephen non ha comprensione dell’autismo … Tuttavia capisce che è un artista, un artista che non dovrebbe essere etichettato con la sua malattia. È importante concentrarsi sul suo talento e su come ha superato i suoi ostacoli“.

A 46 anni Wiltshire è diventato una vera celebrità a livello internazionale. Una strada molto, molto diversa rispetto a quanto preventivato dai medici che lo avevano esaminato per la prima volta tanti anni fa.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...