In vita Stan era un grosso Tirannosaurus Rex, lungo quasi 12 metri e pesante circa 7 tonnellate, molto di più di un grosso elefante africano. Si muoveva in un paesaggio umido e caldo, più ricco di ossigeno, nascondendosi fra gli alberi in attesa che gli capitasse a tiro qualche grossa preda come un Parasaurolofo o un Edmontosauro. Quando morì, circa 66 milioni di anni fa, i suoi tessuti molli si dissolsero, ma le sue ossa subirono il processo di fossilizzazione, consegnando a noi uomini uno dei più completi scheletri di tirannosauro mai rinvenuti (con il 70% circa del totale delle ossa).

Copia di Stan al Manchester Museum. Fotografia di condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Noto formalmente come BHI 3033, prende il nome da Stan Sacrison, il paleontologo dilettante che nel 1987 avvistò il suo bacino che sporgeva da una scogliera di Hell Creek, un sito ricco di fossili in Sud Dakota. Qualche anno e 30.000 ore di lavoro dopo i fossili di Stan erano completamente liberati dalla roccia e dalle terra che li avevano ricoperti per milioni di anni.

Pronto a essere mostrato in pubblico, andò a far parte della collezione del Black Hills Institute, una mostra con molti altri fossili di dinosauro aperta alle visite e agli studi degli scienziati. Stan però piaceva a tantissime persone e musei, e così è stato replicato con dei calchi circa 60 volte, e oggi il suo cranio, da molti definito “il più bello di tutti i T-Rex”, fa bella mostra in altrettanti musei di tutto il mondo.

Ma Stan non è stato lasciato a godersi la meritata pensione al Black Hills Institute

Nell’ottobre 2020 i fossili del teropode sono finiti all’asta, venduti per la stratosferica cifra di 31,8 milioni di dollari, record per qualsiasi fossile di tutti i tempi. L’acquirente è rimasto anonimo, e il buon Stan oggi può andare a far bella mostra di sé in qualche sala di una casa privata.

I fossili di Stan come esposti al Black Hills Institute. Fotografia di Volkan Yuksel condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Lo shock degli scienziati

La vendita naturalmente non è stata accolta favorevolmente dagli scienziati, in particolare dai paleontologi, che hanno fatto sentire la loro voce di protesta mediante tutti i canali di comunicazione disponibili. Stan è stato citato in molteplici pubblicazioni accademiche, e poteva svelare ancora moltissimo riguardo la natura di questo tipo di dinosauri.

Grazie al suo cranio “perfetto” ha consentito di comprendere meglio come si muovessero i tirannosauri, come le masse del loro corpo influissero sulla crescita e sul movimento e molto altro ancora, “segreti” che, d’ora in avanti, rischiano di non poter essere più svelati.

L’ignoto acquirente privato potrebbe non rendere più disponibile al mondo scientifico il fossile, facendo diventare Stan soltanto un oggetto da tenere in mostra e non più una miniera di informazioni sul Cretaceo.

Perché Stan è stato venduto?

Il percorso di Stan verso Christie’s è iniziato nel 2015, quando Neal Larson, azionista al 35% del Black Hills Institute (e fratello del presidente dell’istituto, il paleontologo Pete Larson), ha citato in giudizio la società per liquidare i suoi beni. Secondo il Rapid City Journal del Sud Dakota, la società aveva rimosso Neal Larson dal consiglio di amministrazione tre anni prima, dopo un’aspra controversia riguardo alcuni rapporti d’affari e la sua strenua difesa di un ex dipendente accusato di molestie sessuali.

Fotografia di Jonathunder condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Nel 2018 un giudice ha stabilito che Stan dovesse essere venduto all’asta per pagare Neal Larson e liquidare così la sua quota nell’istituto, e quindi i fossili di questo gigantesco predatore preistorico sono finiti all’asta.

La buona notizia, ma solo a livello commerciale, è quella che il Black Hills Institute conserva i diritti di produrre e vendere i futuri calchi delle ossa del T Rex, comprese le riproduzioni di scheletri a grandezza naturale, un mercato potenzialmente ancora in grado di fruttare milioni di dollari all’istituzione privata

Fotografia di Tkracinski condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Stan, come molti altri fossili di dinosauro, è scappato dalla disponibilità degli scienziati, che nel corso degli anni avrebbero potuto svelare molto della vita di questi magnifici animali preistorici. Purtroppo l’esempio dell’immenso valore di Stan potrebbe spingere moltissimi cercatori di fossili a occultare le proprie scoperte tentando di venderle sul mercato privato.

Il mercato dei fossili di dinosauro potrebbe essere soltanto all’inizio…

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...