I pannelli solari sono dispositivi che sfruttano, in diversi modi, l’energia proveniente dai raggi del sole (chiamata irraggiamento). Tipicamente, l’utilizzo casalingo dell’energia solare è adatto a generare corrente elettrica (con i pannelli fotovoltaici) o a scaldare l’acqua sanitaria. Una startup statunitense, la Zero Mass Water, ha ampliato lo spettro di applicazione dell’energia solare, realizzando un pannello in grado di estrarre l’umidità dall’aria e trasformarla in acqua potabile.

Il Source compie diversi processi al suo interno, a partire dall’estrazione dell’acqua dall’aria umida. Il liquido viene fatto evaporare per eliminare le sostanze nocive (legate principalmente all’inquinamento atmosferico) e l’acqua distillata viene poi filtrata attraverso diversi strati minerali, fra cui calcio e magnesio, e resa adatta ad essere bevuta. Il procedimento di estrazione dell’acqua dall’aria è abbastanza comune (ad esempio quando si accende l’aria condizionata) ma l’efficienza del Source è studiata per essere elevatissima, ed il pannello non richiede utilizzo di corrente elettrica.

Il pannello produce circa 10 litri di acqua potabile al giorno, in funzione dell’umidità atmosferica e all’energia disponibile mediante l’irraggiamento solare. L’utilizzo del Source potrebbe risultare vitale in zone dove le falde acquifere sono inquinate, oppure dove non arriva acqua a sufficienza per tutti. Ad oggi sono circa 2 miliardi le persone che non hanno accesso ad acqua potabile pulita (dati: Ansa) e le morti annue legate alla “sete” ammontano a circa 2 milioni di persone (fonte: Corriere).

Zero Mass Water è un progetto che è nato all’interno dell’Università dell’Arizona, e che è stato finanziato con circa 7 milioni di dollari per arrivare al prodotto finito. Le zone in cui è già in fase di test sono Ecuador, Giordania e Messico, ma le regioni al mondo in cui si potrebbero salvare delle vite sono molte, molte di più. Ogni pannello ha un prezzo di 2.900 dollari, e consentirebbe di sopperire al fabbisogno idrico giornaliero di 4 persone.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale dell’azienda.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...