I migranti arrivavano negli USA a milioni (gli italiani furono 14), fra la fine dell’800 e la metà del ‘900, e tutti transitavano da Ellis Island, il cancello d’ingresso al “Grande sogno americano” che iniziava a New York. Arrivavano nella “Grande Mela” ma non sapevano dove andare, cosa fare e come trovare da lavorare, e moltissimi di loro finirono per tornare indietro, per morire di stenti o peggio ancora di malattia o massacrati dal lavoro nei lontani e poco ospitali Stati Uniti. Molti di quei migranti però riuscirono a organizzarsi e a creare delle micro-comunità autonome (come Little Italy, ad esempio), dove si parlava in lingua madre e dove ci si poteva sentire, illudendosi, un po’ più vicini a casa propria.

Quei migranti resero gli Stati Uniti la potenza mondiale che oggi conosciamo, al prezzo di una vita trascorsa a servire quegli emigrati che, molto prima di loro, negli States si erano già arricchiti. I figli di coloro che transitarono da Ellis Island ebbero un tenore di vita sensibilmente superiore ai propri padri, e i nipoti e i pronipoti costituiscono oggi buona parte del nucleo della classe borghese statunitense.

L’artista ungherese Flora Borsi ha recentemente realizzato un’interessante serie fotografica intitolata “The Forgotten Dream”, dove mostra alcune di quelle persone nella moderna New York.

I migranti erano spaesati, impauriti, con gli occhi persi nel vuoto

Nel giro di pochi decenni avrebbero costruito le ultramoderne città statunitensi, ma nei loro pensieri non avrebbero mai immaginato un futuro tanto roseo. L’America era grande, capitalista e poco accogliente, diversa da quello che avevano immaginato fantasticando nelle notti prima del viaggio, magari nelle case comuni in cui vivevano in Veneto, in Trentino o in Sicilia. Era diversa, ma loro, insieme a molti altri, l’avrebbero fatta diventare il più ricco paese al mondo.

Tutte le fotografie sono di proprietà di Flora Borsi.

Forgotten Dreams di Flora Borsi#6:

Forgotten Dreams di Flora Borsi#7:

Forgotten Dreams di Flora Borsi#8:

Forgotten Dreams di Flora Borsi#9:

Forgotten Dreams di Flora Borsi#10:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...