Sofia di Baviera: la suocera di Sissi fu la Vera Imperatrice

Sofia era una donna forte, volitiva, intelligente e colta. La sua fama di suocera terribile la deve soprattutto ai filmetti romantici, e in buona parte falsi storici, con Romy Schneider “La principessa Sissi” e i due seguenti. Già il titolo del primo film la dice lunga sull’accuratezza storica. Sissi non è mai stata principessa, era duchessa in Baviera di nascita e poi imperatrice d’Austria e regina di Ungheria.

Sofia era il ‘vero uomo’ di casa Asburgo del periodo e merita di essere rivalutata. Nata a Monaco nel 1805, principessa di Baviera, era figlia del re Massimiliano I e della seconda moglie Carolina di Baden. Come tutti i Wittelsbach era bellissima, aveva una sorella gemella, Maria Anna, una coppia di gemelle maggiori Elisabetta e Amalia e una sorella più piccola, Ludovica. Tranne Ludovica, sposata a Massimiliano Duca in Baviera e quindi ‘declassata’, le altre divennero regine di Prussia e di Sassonia.

Carolina di Baden, madre di Sofia, Joseph Karl Stieler

Sofia fu destinata a sposare l’arciduca Francesco Carlo d’Austria, secondo figlio dell’imperatore Francesco II. L’erede al trono era il primogenito Ferdinando, malato di epilessia, idrocefalo e di costituzione molto debole, questo dava buone possibilità che Francesco Carlo arrivasse al trono e quindi il matrimonio poteva portarla al trono.
Sorella di Ferdinando e di Francesco Carlo fu Maria Luisa, seconda moglie di Napoleone.
Sofia obbedì a malincuore all’ordine di sposarlo, il marito non le piaceva affatto, né fisicamente né caratterialmente.

Sofia nel 1832 – Joseph Karl Stieler

Si sposarono nel 1824, Francesco Carlo era uomo passivo, senza ambizioni politiche o di governo, interessato a fare la vita da normale cittadino dedicandosi alla caccia e all’arte, in pratica l’esatto contrario della moglie, che si interessava della politica dell’impero ed era molto ambiziosa.

Re Massimiliano I di Baviera, padre di Sofia, Moritz Kellerhoven

In quegli anni era presente alla corte austriaca il Duca di Reichstadt, ovvero l’Aiglon, il Napoleone II, figlio di Napoleone I e di Maria Luisa. Con lui Sofia strinse una profonda amicizia, passavano molto tempo insieme, dato il completo disinteresse di Francesco Carlo per la moglie. Sofia gli fu vicina anche durante la malattia e fino alla morte nel 1832. Nello stesso anno nacque il secondo figlio di Sofia, Massimiliano, e le malelingue si scatenarono con i dubbi sulla paternità. Solo stupidi pettegolezzi, Napoleone era debolissimo e molto malato, in una corte con 1000 occhi e orecchie sarebbe stato davvero impossibile avere una tresca, neppure volendo.

Napoleone II:

Dopo 6 anni di matrimonio e diversi aborti, grazie una cura a Bad Ischl, finalmente Sofia riuscì a portare a termine la prima gravidanza. Nel 1830 nacque Francesco Giuseppe, nel 1832 Massimiliano, nel 1833 Carlo Ludovico (futuro padre di Francesco Ferdinando), nel 1835 Maria Anna, morta a soli 5 anni, nel 1840 un bimbo nato morto e infine nel 1842 Ludovico Vittorio, poi allontanato dalla corte per la sua omosessualità.

Sofia ritratta con Francesco Giuseppe:

Ferdinando I divenne imperatore nel 1835 e abdicò nel 1848 in seguito alle rivoluzioni in tutta Europa, il fratello Francesco Carlo rinunciò alla corona su pressioni di Sofia, in favore del primogenito Francesco Giuseppe.

Sofia rinunciò quindi ad essere imperatrice in favore del figlio, tutte le speranze e le ambizioni si riversarono su di lui. Francesco era solo un diciottenne inesperto, la madre lo istruì e lo seguì da vicino nel governo dell’impero. Indubbiamente l’imperatore fu influenzato dall’autoritarismo di governo della madre, ma bisogna considerare che tenere unito un impero fatto di tante regioni diverse, sempre pronta a ribellarsi e con movimenti nazionalisti sempre più potenti non era sicuramente facile.

Francesco Carlo, il marito, 1839 – Waldmueller

Sofia si mise in moto per trovare una moglie al figlio e, come tutti sanno, la scelta cadde su Elena in Baviera, figlia della sorella Ludovica. Il destino ci si mise di mezzo e Ffrancesco si innamorò della sorella minore di Elena, Elisabetta, che sposò nel 1854.

Sofia era contraria a questo matrimonio, non riteneva Elisabetta adatta al figlio e a diventare imperatrice.

Non si può in fondo darle torto, aveva perfettamente inquadrato la nipote, ma non ci fu nulla da fare contro la volontà del figlio

Non è vero che Sofia odiasse Elisabetta, cercava di istruirla al mestiere, non facile, di imperatrice. La corte asburgica era una delle più chiuse e tradizionaliste d’Europa,
Elisabetta era cresciuta libera e non abituata ai doveri di corte che non accettava.

Elisabetta d’Austria “Sissi”:

Indubbiamente molti ci sembrano assurdi, come indossare le scarpe una sola volta, o mangiare con i guanti bianchi, o farsi vestire dalle cameriere, ma erano usi antichi di secoli e una ragazza di 18 anni non poteva pensare di sconvolgere tutte le tradizioni, giuste o sbagliate che possano sembrare.

Massimiliano, futuro Imperatore del Messico:

I caratteri forti di zia e nipote (o suocera e nuora) si scontravano, mettendo di mezzo Francesco Giuseppe che cercava di mediare, di accontentare entrambe, ma quando dava ragione alla madre era perché lui stesso era legato a certe abitudini, non perché ne fosse succube.

E’ sbagliato pensare, con la mente di oggi, che Elisabetta fosse una donna moderna, no. Era una donna ribelle, insoddisfatta, irrequieta che approfittava largamente della sua posizione per quello che le piaceva: spendere cifre enormi per i viaggi, o per la parrucchiera personale con la quale passava ogni mattina 3 ore solo per l’acconciatura, ma non si adattava ai doveri che la corte le imponeva.

Carlo Ludovico

Con l’arrivo delle prime due nipotine, Sofia nata nel 1855 e Gisella nel 1856, la ‘nonna’ Sofia fece quello che era assolutamente normale nelle case regnanti dell’epoca, le prese con sé nei suoi appartamenti. I figli crescevano con le balie, le tate e le governanti, in fondo erano fortunate a crescere anche con la nonna, ma Elisabetta le voleva invece con sé, per amore o per ripicca che fosse, e arrivò a minacciare il marito se non fosse intervenuto, e le bambine le furono infine avvicinate.

Elisabetta d’Austria “Sissi”:

La richiesta può sembrare giusta ai tempi nostri, ma il dovere di un’imperatrice o di una regina era di pensare alla successione, affiancare l’imperatore nei vari viaggi e impegni ufficiali, ricevere personalità politiche, non far crescere ed educare i bambini, che i genitori vedevano un paio di volte al giorno e solo per pochi minuti.

Contro il parere della suocera, nel 1857 volle portare le bambine nel viaggio con il marito a Budapest, entrambe si ammalarono, ma la maggiore, Sofia, cagionevole di salute, morì a soli due anni.

Sicuramente questo dolore non avvicinò le due donne, con le accuse non dette di una e i sensi di colpa dell’altra

Elisabetta amava i bambini e il marito, ma li amava a modo suo, quando erano lontani. E lontani lo erano quasi sempre visto che a Vienna passava davvero poco tempo.

Ludovico Vittorio

Sofia la sostituiva in tutti gli obblighi di corte, indubbiamente non approvava il comportamento della nuora, eppure nelle lettere restate di Sofia al figlio non ci sono mai parole aspre, quanto di preoccupazione per la salute di Sissi, per il figlio che vedeva infelice e per i bambini che crescevano senza madre.

Rodolfo disse a Elisabetta che avrebbe voluto essere uno specchio perché così lei lo avrebbe guardato di più, parole che dette da un ragazzino avrebbero messo o dovuto mettere in allarme qualunque madre e suocera.

Elisabetta d’Austria “Sissi”:

Indubbiamente il carattere severo di Sofia non era l’ideale per una donna come Elisabetta, ma, pur con tutta la simpatia e l’ammirazione che può suscitare Sissi, non è possibile ignorare le ragioni di Sofia.

Il benessere del figlio, dei nipoti e dell’impero stavano al primo posto, forse ex aequo, nella sua mente

Se Francesco Giuseppe era il figlio del quale era orgogliosa, Massimiliano era il figlio più amato e la stessa nuora Carlotta impersonava maggiormente la figura di moglie-imperatrice che avrebbe voluto per Francesco. Dalla sua morte in Messico il 19 giugno 1867 non si riprese più, la donna aveva perso la voglia di vivere e si ritirò dalla vita pubblica.

Sofia e Francesco Carlo nel 1870

l’8 giugno 1867 era stato proclamato l’impero Austro-Ungarico. Sofia era sempre stata contraria all’Ungheria e vedere quello che, secondo lei, era un atto di resa dell’Austria, sicuramente la addolorò.

Elisabetta d’Austria “Sissi”:

Chi gioì invece fu Elisabetta, artefice, in buona parte, dell’avvicinamento della nobiltà ungherese alla corona austriaca. Elisabetta aveva una vera passione per l’Ungheria, dove trascorreva lunghi periodi, tanto da parlare e scrivere, anche col marito e i figli, esclusivamente in ungherese. La sua ultima figlia, la favorita Maria Valeria, che Elisabetta aveva voluto far nascere a Budapest nel 1868, arrivò a chiedere al padre il permesso di parlargli in tedesco!

Sofia nel 1866:

Sofia era sempre stata per una politica assolutistica, come Francesco Giuseppe, mentre il figlio Massimiliano, così come Elisabetta e in seguito Rodolfo, erano di tendenze molto più liberali. Bisogna però ricordare che il liberalismo di Elisabetta era indirizzato principalmente all’Ungheria, del resto dell’impero poco le importava.

1860, foto di famiglia, in piedi da sinistra: Francesco Giuseppe, Massimiliano, Carlotta del Belgio, Ludovico Vittorio, Carlo Ludovico. Seduti da sinistra Elisabetta con in braccio Rodolfo, Gisella, Sofia e Francesco Carlo:

Nel 1872 dopo una serata a teatro, si addormentò in terrazza, e si ammalò di polmonite.
La sua agonia durò 10 giorni. Elisabetta, saputo della malattia, rientrò immediatamente a Vienna e fu molto vicina alla suocera, che vegliò fino all’ultimo, forse per un tardivo senso di colpa.

Sofia morì il 28 maggio 1872.

L’Austria la pianse come la vera imperatrice

E’ sepolta nella Cripta dei Cappuccini, vicino al bambino nato morto e al marito, che la seguì nel 1878. Fino al 1940 vicino a lei era sepolto anche Napoleone II, poi trasferito a Parigi per volere di Hitler a Les Invalides, dove è sepolto il padre, Napoleone I. Fortunatamente non visse le maggiori sciagure degli Asburgo che si stavano ormai avvicinando…

Giovanna Francesconi

Amo la storia, e le storie dietro ad ogni persona o oggetto. Amo le cose antiche e non solo perché ormai ne faccio parte pure io, ma perché la verità è la figlia del tempo.