In un angolo della Cattedrale di Lichfield nello Staffordshire, in Inghilterra, si trova dal 1817 una statua di marmo bianco raffigurante due ragazze addormentate l’una accanto all’altra. Il marmo fu scolpito dall’artista Francis Legatt Chantrey, che lo presentò alla Royal Academy Art Exhibition del 1816, ed è considerato una delle sue opere più belle. Dietro e sopra la statua si trova una targa di marmo nero.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Il gruppo di opere rappresenta l’omaggio di una donna in lutto per la sua famiglia defunta. Ellen-Jane Robinson perse suo marito, il reverendo William Robinson, nel 1812. Poi vide la morte della figlia maggiore, (che portava lo stesso nome della madre, Ellen-Jane) nel 1813, seguita dalla figlia più giovane, Marianne, nel 1814. Incaricò Francis Chantrey di immortalare le due ragazze:

Gli raccontò di come in passato guardava le figlie che si addormentavano l’una accanto all’altra, e che era così che voleva fossero ricordate

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La lastra di marmo nero è dedicata a suo marito William Robinson. La statua fu collocata nell’angolo sud-est della Cattedrale di Lichfield nel 1817, dove rimane ancor oggi. L’opera è considerata una delle migliori opere di Chantrey e una delle più grandi opere della scultura inglese del periodo.

Fotografia condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

La tragedia familiare

Il sacerdote reverendo William Robinson, che era recentemente diventato un prebendario della cattedrale di Lichfield, nel 1812 contrasse la tubercolosi e morì. Il reverendo aveva trent’anni al momento della morte e lasciò la moglie con le due figlie. Nel 1813 Ellen-Jane e sua figlia Ellen-Jane erano in viaggio nella località di Bath, nella contea del Somerset. Durante il viaggio la camicia da notte della figlia prese fuoco mentre si preparava per andare a letto e la ragazza morì per le terribili ustioni. L’anno seguente la figlia più giovane, Marianne, si ammalò e morì mentre erano in viaggio a Londra.

Nel giro di tre anni Ellen-Jane aveva perso tutta la sua famiglia e, preda di un’angoscia indescrivibile, pregò Francis Chantrey di garantirle la somiglianza dell’opera alle sue figlie perdute.

Durante un incontro con Chantrey, Ellen-Jane gli espresse una chiara idea di ciò che aveva in mente. Raccontò allo scultore di come in passato guardava le sue figlie mentre si addormentavano l’una accanto all’altra, e che così desiderava che fossero rappresentate. L’artista si ispirò al Boothby Monument di Thomas Banks nella chiesa di St Oswald, ad Ashbourne. La statua raffigura la figlia di Sir Brooke Boothby che era morta ancora bambina. Chantrey visitò il monumento e poi riuscì a realizzare un modello della sua scultura, che divenne l’opera definitiva.

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La statua fu scolpita in marmo bianco, e l’intaglio fu affidato all’assistente di Chantrey, F. A. Lege, il quale suggerì che la sorella minore avesse in mano un mazzo di bucaneve. L’opera fu completata in tempo per la Royal Academy Art Exhibition del 1816, dove ottenne il grande plauso della critica e del pubblico. Dopo l’esibizione la statua fu posizionata nell’angolo sud-est della Cattedrale di Lichfield, dove si trova ancor oggi, insieme alla lapide in marmo che ricorda il reverendo William Robinson.

La cattedrale di Lichfield, fotografia condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Articolo scritto a quattro mani da Matteo Rubboli e Debora Ayla.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...