Si ritorna in Italia: un nuovo viaggio e nuovi sviluppi

È iniziato il nuovo anno e riteniamo necessario fare il punto della situazione riguardo alla nostra ricerca linguistica. Lo scorso ottobre abbiamo avuto modo di riflettere sul percorso di crescita di Elena e ora, a distanza di qualche mese e in prossimità di un viaggio in Italia, quali cambiamenti notiamo?

A livello generale, si stanno verificando dei notevoli progressi; se fino a poco tempo fa, in determinate situazioni, appariva un po’ introversa, ora sembra quasi l’opposto: Elena si relaziona facilmente con i coetanei, sia all’interno che all’esterno dell’ambiente scolastico e anche con gli insegnanti. Anche grazie agli insegnamenti ricevuti a scuola, ha una maggiore consapevolezza verso il rispetto delle regole, distinguendo i comportamenti adatti o non adatti a una determinata situazione.

Elena è senza dubbio una bambina solare, socievole, intraprendente, che mette impegno in quello che fa.

Dal punto di vista linguistico, si è riavvicinata alla lingua italiana anche grazie all’introduzione di un pupazzo monolingue: Teo, un orsetto che si esprime solo in italiano. Teo è nato dall’esigenza di poter disporre di un elemento di mediazione, in grado di assicurare momenti esclusivi in lingua italiana. Infatti, quando l’orsetto partecipa al gioco, Elena non può utilizzare la lingua cinese. Se c’è qualche parola che non conosce, deve cercare di spiegare il concetto in un altro modo. Il pupazzo monolingue è una delle strategie adottate da Federica per incrementare gli stimoli anche nella lingua italiana.

Ci teniamo a precisare che nel gioco simbolico prevale la lingua cinese, soprattutto se Elena gioca da sola. Ricordiamo che la bambina sta a scuola maggior parte della giornata e quando torna tende comunque a prediligere questa lingua, a volte canta in inglese, ma capita raramente che si esprima in italiano.

Possiamo dire che il cinese viene utilizzato sia a livello colloquiale che a livello scolastico, mentre l’italiano, solo nel contesto familiare. A scuola, infatti, vengono lette storie, si imparano poesie e canzoni. Al momento non sono previste né attività di pre – scrittura né di pre – lettura. Non mancano poi le occasioni in cui Elena utilizzi le tre lingue contemporaneamente all’interno della frase, ad esempio: “Mamma, voglio fare un flower (inglese) shǒugōng (cinese) per te.” (Mamma, voglio fare un fiore a mano per te.). Non si tratta assolutamente di un problema da risolvere, ma un segno del buon funzionamento nell’apprendimento delle lingue.

In un articolo precedente, vi avevamo già parlato di un crescente interesse per l’inglese e l’iscrizione a un corso. I primi giorni di gennaio c’è stata l’ultima lezione e i genitori sono stati invitati a partecipare.

L’insegnante ha iniziato da un ripasso delle espressioni viste la volta precedente per poi passare al nuovo argomento: “la scuola”. Sono state presentate le immagini chiedendo di volta in volta ai bambini cosa fossero, utilizzando un approccio comunicativo. Da ultimo sono stati fatti due giochi per fissare i concetti appena studiati. Alla fine della lezione l’insegnante ha consegnato gli attestati e alcuni materiali per lo studio a casa.

Elena ha partecipato attivamente alla lezione lasciando i suoi genitori sorpresi nel vedere l’attenzione mostrata: sembrava che niente e nessuno la potessero disturbare (alcuni dei suoi compagni, nonostante fossero più grandi, continuavano a interrompere o a girarsi), ma anche molto contenti per i progressi fatti, a livello linguistico e non solo. L’aver iscritto la bambina a un corso di inglese è stata senza dubbio una buona mossa. Federica è fiduciosa e sa che Elena è sulla buona strada. Ancora una volta, la vicinanza dei genitori, gli stimoli ricevuti, il contatto con più lingue e culture, così come l’ambiente circostante si stanno rivelando delle risorse molto preziose.

Questi mesi sono passati molto velocemente, ormai siamo quasi vicini alla fine del semestre e alle vacanze in Italia. Come si sta preparando Elena? L’anno scorso, proprio qui su Vanilla Magazine, vi avevamo parlato del racconto che Federica aveva creato per spiegare alla piccola come sarebbe avvenuto il viaggio in aereo e quello che l’avrebbe aspettata. Non si è trattato di un’attività mirata al rinforzo linguistico, ma piuttosto un supporto per affrontare insieme eventuali dubbi e paure.

A distanza di un anno, quali sono le strategie che Federica sta mettendo in atto?

Quando i genitori hanno parlato dell’imminente viaggio in Italia, la bambina è sembrata molto contenta ed eccitata, chiedendo più volte quando sarà la partenza e il tragitto da compiere. La mamma vorrebbe coinvolgere la piccola nella preparazione delle valigie e in particolare dei giochi e delle attività da fare durante gli spostamenti.

Federica proporrà a Elena, prima di partire, la storia di Matteo e successivamente di svolgere un’attività grafico-pittorica su un momento del viaggio che ritiene più significativo. Potrebbe essere interessante, inoltre, farsi raccontare dalla bambina, quali sono le sue aspettative riguardo alla vacanza in Italia e cosa le piacerebbe fare una volta arrivata.

Ascolto, con l’osservazione di Elena e delle sue necessità, l’atto comunicativo come strumento privilegiato e l’azione che permette, attraverso un semplice gesto grafico di lasciare traccia e partire verso nuovi obiettivi e competenze,  come ci insegna il Metodo ACA®.

Anche per questa volta è tutto, vi diamo appuntamento al prossimo articolo. A presto!

articolo a cura di Haidi Segrada e Federica Mascheroni.


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