Quella del “rifugio” è un’abitudine tipicamente maschile, promossa da tantissimi film americani che mostravano i “garage” come un luogo che le donne erano poco usuali frequentare. All’interno dei garage sono poi nate diverse aziende che oggi dominano il mondo dell’IT come Apple, Microsoft o Amazon, tanto per citare le più famose. L’universo femminile era decisamente rimasto privo di un luogo identificativo, delle proprie passioni, e così sono nati, a partire dagli anni ’90, gli She-Sheds, piccoli capanni arredati con un gusto e uno stile decisamente più “rosa“.

She Sheds 04

Durante gli ultimi anni la moda del costruirsi un capanno in giardino è letteralmente esplosa negli Stati Uniti e in altri paesi anglosassoni, con migliaia di donne impegnate nel realizzare strutture il più creative e confortevoli possibile. Da semplici casette in legno a costruzioni in ferro, gli She-Sheds sono ormai migliaia, e hanno colonizzato intere bacheche di Pinterest, Instagram e siti di architettura e design.

She Sheds 03

L’arredamento è semplicissimo ma curato, non è quasi mai presente un bagno (che si trova in casa, poco distante) e drappi e tessuti solitamente arredano in modo colorato le pareti del piccolo capanno. Certo, si potrebbe pensare che realizzare delle capanne in contrapposizione ai garage sia un atteggiamento poco favorevole alla vita di coppia, ma a volte separare i luoghi delle proprie passioni, anche fisicamente, può aiutare ad avere relazioni più stabili e durature nel tempo.

She Sheds 07

Di seguito, alcune immagini di She Sheds divenute popolarissime sui Social…

She Sheds 01

She Sheds#2:

She Sheds 05

She Sheds#3:

She Sheds 02

She Sheds#4:

She Sheds 08

She Sheds#5:

She Sheds 11

She Sheds#6:

She Sheds 09

She Sheds#7:

She Sheds 06

She Sheds#8:

She Sheds 12

She Sheds#9:

She Sheds 15

She Sheds#10:

She Sheds 14

She Sheds#11:

She Sheds 16

She Sheds#12:

She Sheds 13

She Sheds#13:

She Sheds 10

She Sheds#14:

She Sheds 18

She Sheds#15:

She Sheds 19

She Sheds#16:

She Sheds 17

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...