Londra, 19 maggio 2018: il principe britannico Harry sposa Meghan Markle, una giovane donna di estrazione borghese, con ascendenze afroamericane. Il matrimonio tra il nobile principe e una donna americana, per giunta divorziata, probabilmente contribuirà, in un certo qual modo, a cambiare la visione dei matrimoni reali e della Corona inglese nel mondo.

Londra, 29 settembre 1948: il principe del Bechuanaland (oggi Botswana) Seretse Khama sposa Ruth Williams, una giovane donna inglese di estrazione borghese, dall’indole indipendente e volitiva. Il matrimonio tra il nobile principe africano e una donna britannica, sicuramente contribuì a cambiare il mondo: la loro storia d’amore divenne il simbolo della lotta al potere coloniale e alle leggi sull’apartheid del vicino Sudafrica, dimostrazione tangibile di una tolleranza razziale non solo possibile, ma concretamente realizzabile.

Seretse Khama e Ruth Williams nel giorno del loro matrimonio

In una Londra ancora provata dalle conseguenze della seconda guerra mondiale, durante una notte di inizio estate, la giovane Ruth Williams andò a una festa da ballo che le cambiò la vita: conobbe il giovane Seretse Khama, giovane erede al trono dell’allora protettorato britannico del Bechuanaland.

Seretse Khama

Fonte immagine: Wikimedia Commons

Seretse Khama era l’erede al trono del suo paese, ma aveva solo quattro anni quando il padre morì. Divenne reggente lo zio, Tshekedi Khama, che lo mandò a studiare prima in Sudafrica (allora non esistevano scuole superiori in Botswana) e poi in Inghilterra. Il principe non si trovò bene nel freddo ambiente del Balliol College di Oxford, ma quando si trasferì a Londra le cose cambiarono: ebbe modo di conoscere tanti giovani africani che poi sarebbero diventati personaggi politici di spicco del continente nero.

Ruth Williams

Fonte immagine: ewn.co.za

E conobbe anche Ruth, una ragazza che si faceva notare per la sua eleganza, il portamento altero e il carattere allegro. Apparteneva a quella generazione di giovani donne che avevano acquisito un forte spirito di indipendenza durante i terribili anni della guerra: Ruth era stata ausiliaria nella RAF durante il conflitto, e poi aveva trovato lavoro come impiegata di livello superiore ai Lloyds di Londra, anche se i giornali poi la definirono, con un tono vagamente dispregiativo, la dattilografa della City.

Seretse Khama e la moglie Ruth Williams nel 1960

Fonte immagine: reddit.com

Seretse e Ruth iniziarono a frequentarsi, complice il loro amore per la musica jazz, e solo dopo un anno il principe si decise a chiederle di sposarlo. Non ci fu bisogno di risposta perché, come disse poi Seretse

la luce nei suoi occhi azzurro cielo e il sorriso sul suo volto dicevano tutto ciò che volevo sapere

Scoppiò un putiferio: il padre della ragazza disse che non voleva più avere niente a che fare con lei, gli amici bianchi del principe tentarono in tutti i modi di dissuaderlo, mentre dall’Africa lo zio-reggente gli proibì nella maniera più assoluta di contrarre quel matrimonio.

Secondo le usanze tribali del suo paese, un principe aveva l’obbligo di chiedere il consenso sulla scelta della sposa (solitamente di sangue reale) all’assemblea del suo popolo, ma anche volendo sorvolare su questo aspetto, l’idea di un matrimonio con una donna europea era assolutamente inaccettabile.
Tshekedi Khama si rivolse a tutti coloro che avrebbero potuto impedire il matrimonio e, in un primo momento, ci riuscì: il vicario che aveva accettato di sposarli si vide costretto a chiedere l’intervento del vescovo, che rifiutò di dare la sua approvazione, quando la coppia si era già presentata in chiesa per celebrare le nozze. Nonostante le difficoltà, i due riuscirono a sposarsi qualche giorno dopo, con rito civile, all’ufficio matrimoniale di Kensington.

Poche settimane dopo il matrimonio, Seretse tornò nel Bechuanaland, per chiedere l’approvazione del suo popolo per quelle nozze così contrastate. In un’assemblea dove erano presenti migliaia di persone, dopo giorni di accese discussioni, la stragrande maggioranza dei sudditi diede fisicamente il suo assenso alzandosi in piedi e acclamando Seretse come loro re, da subito.

Tshekedi Khama fu costretto a cedere, e abbandonò le sue funzioni di reggente

Nel frattempo a Londra , la stampa non dava tregua a Ruth: i giornalisti la seguivano dovunque e la spiavano mentre era chiusa in casa; un reporter descrisse la sua abitudine di tingersi le unghie di rosso, come prova della sua dubbia moralità. Ruth raggiunse il marito in Africa nell’agosto del 1949. Intanto però, il governo sudafricano aveva da poco varato le leggi sull’apartheid che, tra l’altro, vietavano i matrimoni misti. Il primo ministro sudafricano Malan esercitò ogni genere di pressione possibile sul governo britannico perché destituisse Seretse Khama:

era intollerabile che in paese confinante un leader nero avesse come moglie una donna bianca

Il governo inglese non potè, o non volle, mettersi contro la potente nazione appartenente al Commonwealth: il Sudafrica durante la seconda guerra mondiale aveva appoggiato la Gran Bretagna, che comunque non poteva rischiare di perdere le forniture di oro e uranio. Nel 1951, gli inglesi decisero di allontanare per sempre Seretse Khama e sua moglie dal Bechuanaland:

li mandarono in esilio a Londra

Come era avvenuto in occasione del matrimonio, si scatenò un putiferio: in ogni parte del mondo gruppi diversi, come nazionalisti, progressisti e difensori dei diritti umani condannarono la decisone del governo britannico, bollandola come la dimostrazione di una politica razzista. Dopo cinque anni di pressioni, nel 1956, Seretse Khama e la moglie Ruth ottennero il permesso di rientrare nel Bechuanaland.

Seretse e Ruth Khama con tre dei loro quattro figli

Fonte immagine: Wikimedia Commons – licenza CC BY-SA 4.0

Nel 1961, l’ormai ex principe fondò il Partito Democratico del Bechuanaland, e nel 1965 divenne Primo Ministro del suo Paese, che nel 1966, grazie a lui conquistò l’indipendenza. Nei quindici anni in cui fu alla guida del Botswana, la nazione ebbe una delle crescite economiche più rapide del mondo, i cui profitti furono investiti nella sanità, nell’istruzione e in infrastrutture.

Smentendo quanti avevano considerato quel matrimonio come “impossibile” (oltre che “sconveniente” o “disgustoso”), Seretse e Ruth rimasero insieme fino alla morte di lui, avvenuta nel 1980. Lei, che ebbe il riconoscimento di “madre regina”, rimase in Botswana, dove è sepolta in un’assolata collina, accanto al marito.

Nel 2002 raggiunse il suo principe nero in quel luogo dove, infine, il colore della pelle non ha alcuna importanza

Fonte:  A United Kingdom. L’amore che ha cambiato la storia, di Susan Williams. Dal libro è stato anche tratto un film, del 2016, che porta lo stesso titolo.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.