La città di York è lontana circa 2.000 chilometri dal Colosseo, eppure qui è stata trovata la prima traccia documentata di un combattimento fra un essere umano e un leone databile all’impero romano. Ho detto leone per semplificare, ma potrebbe trattarsi di una tigre, di un orso o comunque di un grande carnivoro. Il gladiatore di York si trova all’interno di un cimitero di gladiatori, tutti uomini giovani, di statura sopra la media, e perlopiù decapitati. La loro testa non è sepolta al posto naturale ma si trova fra le gambe, segno di una grande cura nelle fasi di sepoltura.

L’antica città di Eboracum, così si chiamava York, ha svelato la bellezza di 82 scheletri di gladiatori, segnati dai combattimenti nell’arena. Lo scheletro segnato dal morso del leone costituisce la prima prova documentaria, non per immagini o fonte scritta, che nelle arene gli uomini sfidavano le bestie, a volte finendo anche ammazzati.

Lo scheletro del ragazzo racconta anche altro. Quando è morto aveva fra i 26 e i 35 anni, in vita aveva sofferto di problemi alla colonna vertebrale, forse per il lavoro pesante, aveva un polmone infiammato e in più un’infezione alla coscia. Da bambino aveva sofferto di malnutrizione ma poi si era ripreso ed era diventato alto e forte. Ma la stazza non gli era servita a salvarsi. Le ossa interessate dai morsi sono nel bacino,  che è stato morso e non è guarito, quindi l’attacco è avvenuto in un momento prossimo alla morte.

Che si sia trattato della causa della morte, oppure che il leone si sia cibato del corpo del gladiatore già morto, non lo sapremo mai, anche se le ipotesi dei ricercatori propendono per una morte causata dal felino, magari con un morso alla gola.

Il ritrovamento è significativo per altre ragioni, prima fra tutte l’importanza delle province romane lontane dalla città eterna. A York non è ancora stato trovato l’anfiteatro, ma questo cimitero, il fatto che si svolgessero le venationes e un numero così alto di resti umani presuppone un’organizzazione stabile e molto costosa nell’antica Britannia, lontanissima da Roma ma evidentemente luogo d’incontro di culture, persone e gladiatori molto diversi fra loro. In fondo è il bello dell’archeologia, da un morso di un leone si sviluppa un ragionamento complesso che ti porta a capire molto meglio la storia del luogo e degli antichi che lo popolarono. Visto che sei arrivato fino a qui non fare come l’altro 58% degli utenti che guarda i nostri video senza essere iscritto. Il tasto è qui sotto ed è gratuito, noi ci vediamo al prossimo video.

Amministratore

View all posts