Uno scavo archeologico svolto nella riserva Menominee, in Wisconsin, ha portato alla luce qualcosa che gli archeologi non avrebbero mai immaginato. Nascosto sotto strati di terreno è stato rinvenuto un vaso d’argilla grande quanto una palla da calcio, che al suo interno nascondeva dei semi di una specie di zucca considerata estinta per sempre. Un gruppo di studenti canadesi ha deciso di testare la fertilità di quel tipo di semi, e il risultato è stato straordinario, come visibile nelle fotografie dell’antichissimo ortaggio.

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Chiamata “Gete-Okosomin“, traducibile approssimativamente in “Grande e vecchia Zucca”, l’esemplare più grande coltivato ha registrato un peso record di 18 chilogrammi. Questa zucca non rappresenta soltanto un vegetale, ma un momento storico in cui il cibo per tutti era un diritto inalienabile per chiunque abitasse queste ricche terre americane.

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La scoperta serve non solo a riportare alla luce una specie estinta, ma a sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti della catalogazione e conservazione dei semi di tutte le varietà vegetali. Grazie a quei meravigliosi nativi americani che hanno conservato in un piccolo contenitore d’argilla i semi della pianta, oggi possiamo nuovamente ammirare questo tipo di zucca.

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E’ bene specificare che la coltivazione della Gete-Okosomin è avvenuta senza far ricorso alla scienza genetica, e che i semi sono germogliati in modo del tutto autonomo a distanza di circa 800 anni dalla loro sepoltura. Questo dato sarà utile ai ricercatori e agli esperti biologi, perché consente di comprendere meglio la fisica dietro la coltivazione di piante da semi in uno stato quasi fossile.

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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...