Intenta a sgombrare la soffitta di casa propria, Asya Ivashintsova-Melkumyan ha rinvenuto più di 30.000 negativi non sviluppati scattati dalla madre Masha Ivashintsova, fra gli anni ’60 e gli anni ’90 del XX secolo, a Leningrado. Nata nel 1942 nell’ex URSS, a Sverdlovsk, Masha divenne, insieme alle sue fotografie, parte del movimento underground di Leningrado (oggi San Pietroburgo) degli anni ’60-’80.

Sotto, autoritratto del 1976:

La donna scattò decine di migliaia di fotografie, catturando attimi di vita quotidiana della gente comune in un’epoca di rivoluzione sociale, ma raramente le sviluppò, accumulandone soltanto i negativi.

Due bambini nel 1976:

Asya, nel sito dedicato alle fotografie della madre, scrive: “Ha accumulato i suoi film fotografici e raramente li ha sviluppati, quindi nessuno è stato mai in grado di apprezzare i frutti della sua passione. (…) Non ha mai condiviso le sue opere con nessuno, nemmeno con la sua famiglia”.

Frutto di questa scelta, potrebbe essere stato il suo profondo coinvolgimento amoroso con tre diversi e grandi uomini: il fotografo Boris Smelov, il poeta Viktor Krivulin e il linguista Melvar Melkumyan (padre di Asya, sua unica figlia).

Le passionali relazioni sembrerebbero averla consumata emotivamente, come forse alcuni dei suoi scatti riescono a testimoniare. Masha cercava forse, tra gli sfuggevoli sguardi dei passanti immortalati, una parte di sé, messa a tacere dalle travolgenti passioni amorose di cui era preda.

Non ho mai avuto un ricordo per me stessa, ma sempre per gli altri

Così Masha Ivashintsova scriveva tra le righe dei suoi diari, celati ai suoi familiari esattamente come i suoi scatti.

Il linguista Melvar Melkumyan nel 1987:

Protagonista di questo eccezionale reportage lungo trent’anni, è la gente comune, in un’epoca in cui la libera espressione e la verità venivano soppresse tramite dure imposizioni, fotografie simili costituiscono oggi una preziosa e limpida testimonianza della vita quotidiana di Leningrado. Da bambini sorridenti coi loro cappotti a doppiopetto, a cittadini intenti a spazzare via la neve dalle rive del fiume, a personaggi dagli sguardi stralunati e malinconici, tra le istantanee di Masha Ivashintsova sopravvive la quotidianità di anni più che mai avvolti da una nebbia oscurantista.

Culmine del suo non identificarsi con sé stessa, preda di emozioni e pensieri, Masha cadde in depressione e perse il lavoro; in un contesto, quello dell’URSS, dove il non avere un impiego risultava essere un’offesa criminale.

A Masha, finita disoccupata, vennero presentate due scelte:

Il ricovero psichiatrico o la prigione

Dopo aver speso più di dieci anni transitando da un istituto psichiatrico all’altro, Masha si ammalò di cancro, morendo nel 2000, a 58 anni, tra le braccia della figlia Asya, che oggi cerca di riportare in vita il ricordo della madre.

A Pushkinskiye Gory nel 1976:

Vedo mia madre come un genio, ma lei non si è mai vista tale, e non ha mai permesso a nessun altro di vederla per quello che era veramente”. Guardando le fotografie della Ivashintsova sorge spontaneo il parallelismo con la sua controparte statunitense dall’altra parte del globo: Vivian Maier. Fotografa di grande talento, anch’ella tenne nascoste le proprie istantanee scattate a Chicago per anni, finché un collezionista non ritrovò i suoi negativi e li presentò al mondo tramite la piattaforma Flickr, rendendo Vivian un vero e proprio caso mediatico.

Nelle foto di Masha Ivashintsova saltano all’occhio spontaneità, tranquillità e spensieratezza che la donna ha cercato disperatamente di inseguire per tutta la vita

Pushkinskiye Gory nel 1976:

Fantasmi di una mente consumata dal dubbio e dall’incertezza, gli istanti collezionati dalle sue Leica e Rolleiflex, sono oggi alla portata di tutti, grazie all’impegno di sua figlia Asya.

E forse, da spettri sbiaditi, diventeranno finalmente vivide emozioni per tutti noi

Il Poeta e amante di Anna Victor Krivulin nel 1979:

Con il fotografo e amante Boris Smelov, nel 1974:

Leningrado nel 1979:

Sotto, Leningrado nel 1976:

Melvar Melkumyan con la figlia Asya, scopritrice dei negativi:

A Tbilisi in Georgia, nel 1989:

A Tblisi nel 1989:

A Leningrado nel 1976:

A San Pietroburgo, nel 1991:

A Leningrado nel 1976:

Sotto, il linguista Melvar Melkumyan nel 1979:

Tutte le fotografie sono tratte dal sito ufficiale di Masha Ivashintsova.

Cecilia Fiorentini
Cecilia Fiorentini

Ho studiato lingue e sono una studentessa di Conservazione dei Beni Culturali, ho 24 anni e una grande passione per l'editoria e la scrittura. Mi diletto nella lettura di saggi sull'archeologia misterica, sulla spiritualità e sulle credenze di antichi popoli come Egizi, Vichinghi o Nativi Americani.