Gli scienziati del Dominion Radio Astrophysical Observatory, in Canada, hanno recentemente pubblicato su Nature uno studio che mostra il rilevamento di ben 13 “lampi radio veloci” provenienti dallo spazio profondo, da un punto a circa 1,5 miliardi di anni luce dalla terra. Utilizzando il radiotelescopio interferometrico Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment (Chime), inaugurato nel settembre 2017, sono stati individuati dei segnali mai captati prima, che costituiscono quello che è stato definito un vero e proprio “rompicapo” per gli studiosi di tutto il mondo.

Sotto, un’animazione mostra l’apparenza casuale di burst radio veloci (FRB) nel cielo. Gli astronomi hanno recentemente scoperto 13 dei misteriosi segnali, incluso uno che si è ripetuto dalla stessa posizione per diversi mesi. Crediti: NRAO Outreach/T. Jarrett (IPAC/Caltech); B. Saxton, NRAO/AUI/NSF:

La Terra viene abitualmente bombardata da una misteriosa luce invisibile. Tra la tipica matrice di segnali radio e microonde emessa dalle stelle lontane, buchi neri e altri corpi celesti, esiste una traccia di luce intergalattica che viene captata costantemente dagli scienziati e dai loro strumenti. Questi segnali sono noti come burst radio veloci (FRB). I segnali radio durano solo pochi millisecondi, e si pensa che provengano da miliardi di anni luce di distanza, sebbene la loro precisa fonte sia sconosciuta.

Il mistero è parzialmente dovuto alla mancanza di dati. Dal momento che gli astronomi hanno scoperto per la prima volta gli FRB, nel 2007, se ne sono osservati soltanto circa 60, un numero che però sta crescendo rapidamente. Tra i segnali captati dal radiotelescopio canadese ci sono sette raffiche che si sono registrate a 400 megahertz – la frequenza FRB più bassa mai rilevata finora – e un FRB con segnale ripetuto sei volte di seguito.

Sotto, il radiotelescopio CHIME, che ha recentemente rilevato rare esplosioni di energia a bassa frequenza provenienti dalle profondità nell’universo. Fotografia del Courtesy Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment (CHIME):

Ingrid Stairs, un membro del team CHIME e astrofisico presso l’Università della British Columbia, spiega: “Fino a oggi si conosceva soltanto un segnale FRB  ripetuto. Con più segnali ripetuti e maggiori fonti disponibili per lo studio potremmo essere in grado di comprendere meglio questi enigmi cosmici, compreso da dove provengano e cosa li causi“.

Gli scienziati hanno fatto alcune teorie sull’origine dei segnali. Alcuni studi hanno suggerito che gli FRB potrebbero essere i resti di supernove lontane, oppure radiazioni emesse da buchi neri. Avi Loeb, scienziato dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, ha affermato che non dovremmo escludere le “origini artificiali”, come gli impulsi di una navicella aliena.

Fonte LiveScience.

Categorie: Scienza

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...