240 milioni di anni fa, nel bel mezzo del periodo Triassico (255 – 199 Milioni di anni fa), un grosso Ittiosauro, per la precisione un Guizhouichthyosaurus lungo circa 5 metri, mangiò uno Xinpusaurus xingyiensis lungo 4 metri. L’Ittiosauro ingoiò il grosso rettile, della famiglia dei Talattosauri, probabilmente condannandosi a morte, e conservando nel suo stomaco le prove della megapredazione preistorica.

Immagine condivisa con licenza Creative Commons CC-BY tratta dal paper scientifico pubblicato su iScience:

Nonostante la lunghezza dell’Ittiosauro e del Talattosauro sia simile, la stazza dei due animali era completamente diversa:

L’Ittiosauro era un colosso da più di 1.200 Kg mentre il Talattosauro era una lunga ma

esile lucertola acquatica

Il professor Ryosuke Motani, coautore dello studio pubblicato sulla rivista iScience, afferma che: “Non abbiamo mai trovato resti articolati di un grande rettile nello stomaco di giganteschi predatori dell’era dei dinosauri, come rettili marini e dinosauri. Abbiamo sempre immaginato dalla forma dei denti e dalla forma della mascella che questi predatori dovessero nutrirsi di grandi prede, ma ora abbiamo prove concreto che lo facevano“.

Immagine condivisa con licenza Creative Commons CC-BY tratta dal paper scientifico pubblicato su iScience:

Si ritiene che l’ittiosauro sia morto mentre ingoiava il talattosauro. Le ossa dello Xinpusaurus non mostrano segni di decadimento o decomposizione, suggerendo che il Guizhouichthyosaurus avesse attaccato e mangiato la sua preda mentre questa era ancora in vita.

Un ittiosauro di Holzmaden in cui i preparatori hanno ritrovato resti organici rivelando la posizione della penna dorsale, ma sfalsando la posizione delle pinne. Fotografia di Daderot condivisa con licenza CC0 via Wikipedia:

Fino a questa scoperta si era ipotizzato che i grandi ittiosauri con denti simili a spine come il Guizhouichthyosaurus predassero solo animali dal corpo molle come calamari e ammoniti, ma i confronti con i predatori marini moderni come le orche assassine suggeriscono che i denti grandi e seghettati non fossero un impedimento nella caccia di grosse prede, e che la megapredazione fosse più comune negli ittiosauri di quanto si pensasse in precedenza.

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Gli ittiosauri, letteralmente “lucertola pesce”, apparvero 250 milioni di anni fa dopo la grande Estinzione di massa del Permiano-Triassico, la più grande estinzione di massa nella storia, che ha visto le eruzioni vulcaniche innescare i cambiamenti climatici che hanno ucciso il 96% delle specie marine.

Un Talattosauro alexandrae. Immagine di Nabu Tamura condivisa con licenza Creative Commons 4.0 via Wikipedia:

Gli ittiosauri avevano corpi simili a pesci, paragonabili al tonno dei giorni nostri, ma respiravano aria come balene o delfini. Il loro status di predatori preistorici apicali è sempre stato in discussione, e trovare questo esemplare fossile quasi completo nella provincia cinese di Guizhou nel 2010 è stata una scoperta rivelatrice.

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Motani e i suoi colleghi sono convinti che il Guizhouichthyosaurus abbia usato i suoi denti per afferrare la preda per poi spezzargli la spina dorsale con la forza del suo morso. Questa strategia è efficacemente impiegata dai predatori dei giorni nostri come orche, foche leopardo e coccodrilli.

Sebbene non sia chiaro quali vertebrati moderni siano i parenti viventi più prossimi degli ittiosauri, gli esperti hanno ipotizzato che fossero una propaggine di diapsidi, che includono dinosauri, pterosauri e uccelli. Altre scuole di pensiero vedono gli ittiosauri come lontani parenti delle tartarughe marine.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...