Durante gli ultimi mesi, uno scavo nella valle di Þjórsárdalur, in Islanda, ha portato alla luce una serie di preziosi oggetti di epoca vichinga, fra i quali il più significativo è un amuleto di arenaria a forma di Mjöllnir, il leggendario martello del dio del fulmine e del tuono Thor, che risale a circa 900 anni fa.

Il piccolo amuleto era situato nei pressi di un’antica fattoria di epoca vichinga, una longhouse, ed è stato scoperto insieme a un “whet”, usato per affilare le lame, a un piccone di ferro e a una pentola in pietra ollare. La scoperta risulta significativa perché questo è il primo Mjöllnir in arenaria trovato in Islanda, un amuleto che invece era discretamente comune nella penisola Scandinava, dove ne sono stati trovati una cinquantina.

Gli dèi delle saghe norrene furono venerati sino almeno all’XI secolo, quando buona parte della Scandinavia venne convertita al cristianesimo. Degli dèi della mitologia nordica ci parlano anche le rune vichinghe, iscrizioni su rocce situate in buona parte del territorio del nord Europa.

Sotto, la runa Stenkvista di Södermanland, in Svezia, mostra un Martello di Thor. Fotografia di Berig condivisa con licenza CC BY-SA 4.0:

Cos’era Mjöllnir?

Il martello divino Mjöllnir venne forgiato dal nano Sindri, che lo creò per una sfida con Loki su chi riuscisse a realizzare l’arma più meravigliosa per gli dèi. Nonostante la celebrità del martello, i vichinghi lo descrissero sommariamente, specificando soltanto che aveva il manico corto e che la massa era incisa con un paio di occhi.

Sotto, Thor mentre brandisce Mjöllnir, dipinto di Mårten Eskil Winge del 1872:

Le proprietà di Mjöllnir, molto semplificate dalle saghe a fumetti e cinematografiche, erano diverse. Poteva distruggere qualsiasi cosa colpisse, poteva tornare nelle mani del proprietario, poteva resuscitare i morti e poteva rimpicciolirsi a piacimento, sino a diventare un monile da appendere alla collana. Quest’ultima proprietà rese il martello di Thor un amuleto popolarissimo in epoca Vichinga, e non è difficile immaginare i bambini che giocano con piccoli martelli del dio del Tuono pensando al vero Mjöllnir.

Sotto, Mjöllnir in guisa di Albero del Mondo o Axis Mundi (Pilastro Cosmico) da un’iscrizione runica ad Åby, Uppland, Svezia:

 

Il martello veniva indossato per proteggere il proprietario, un simbolo molto, molto simile alla croce cristiana che, di lì a poco, sarebbe divenuta comunissima anche nel nord Europa.

Fonti: Iceland Review, IFL Science.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...