I dinosauri non sono certo creature leggendarie, anche se a volte si tende a immaginarle come tali, vuoi perché sono in vissuti in un tempo lontanissimo, vuoi per come a volte vengono rappresentati (cartoni animati, film, etc.). A renderli meno lontani da noi arriva una scoperta recente:

I dinosauri si ammalavano di cancro

La prova arriva da un osso conservato al Royal Tyrrel Museum of Paleontology (Stato di Alberta, Canada) già da molti anni, ma solo da poco analizzato con moderne tecniche d’indagine, che hanno portato a una conclusione univoca: il dinosauro a cui apparteneva quell’osso soffriva di una forma di osteosarcoma, un tumore osseo aggressivo che al giorno d’oggi affligge anche l’uomo.

Immagine di Royal Ontario Museum / McMaster University rom.on.ca.

Particolare non di poco conto, secondo la paleontologa Catherine Forster, della George Washington University, perché: “se gli esseri umani e i dinosauri hanno gli stessi tipi di cancro alle ossa, allora i tumori alle ossa si sono sviluppati in profondità nella storia evolutiva, prima che le linee di mammiferi e rettili si separassero 300 milioni di anni fa”.

Questa diagnosi non è una novità assoluta: già prove di tumori benigni erano state trovate in fossili di Tyrannosaurus Rex, così come segni di artrite negli adrosauri, giganti dal becco d’anatra. La nuova ricerca però differisce da quelle precedenti per un aspetto fondamentale: i ricercatori hanno potuto avere conferma della diagnosi di cancro a livello cellulare.

L’osso analizzato, una fibula (posto nella parte inferiore della zampa) venne ritrovato nel 1989 insieme ai resti di moltissimi dinosauri delle specie Centrosaurus, in un vasto letto d’ossa in quello che oggi è il Dinosaur Provincial Park, nello stato di Alberta.

Dinosaur Provincial Park

Immagine di Joanne Merriam via Wikipedia – licenza CC BY-SA 3.0

Intere mandrie di centrosauri potrebbero essere state travolte dalla piena di un fiume, andando a formare una sorta di miniera di fossili, composta da migliaia di ossa.

Ricostruzione di una mandria di centrosauri mentre attraversa un fiume

Immagine di ABelov2014 via Wikipedia – licenza CC BY 3.0

Quel particolare osso era sembrato strano già al momento del rinvenimento, perché mostrava i segni di un ispessimento, imputato alla guarigione di una frattura. Solo molti anni dopo, il paleontologo del Tyrrel Museum, David Evans, si è trovato per caso a parlare con il patologo Mark Crowther di cancro alle ossa nei dinosauri.

Evans propone a Crowther di fare una ricerca tra la grande collezione di ossa di dinosauri conservate al Museo. Salta fuori così quella fibula di Centrosaurus: l’ipotesi che la malformazione evidente fosse l’esito di una frattura non convince i ricercatori, che sottopongono l’osso a esami dettagliati, compresa una TAC ad alta risoluzione.

La diagnosi, arrivata grazie alla collaborazione di molti esperti, è osteosarcoma, un tumore che oggi colpisce non solo gli esseri umani, ma anche i diretti discendenti dei dinosauri, gli uccelli. Si tratta di un tipo di cancro molto aggressivo, che dalle ossa si diffonde ad altri organi.

Nel caso del Centrosaurus in questione, i ricercatori non sanno dire se sia morto a causa della malattia, ma ritengono molto più probabile che il grande erbivoro sia stato investito dalla piena che uccise tutto il suo branco.

Immagine di Centrosaurus

Immagine di Fred Wierum via Wikipedia – licenza CC BY-SA 4.0

D’altra parte, con una malattia invalidante come l’osteosarcoma, peraltro in forma avanzata, il Centrosaurus non avrebbe potuto sopravvivere a lungo all’attacco di predatori come i tirannosauri. Evans spiega: “Vivere all’interno di una grande mandria ha fornito sicurezza grazie al numero [di individui] e probabilmente gli ha permesso di evitare la predazione con il progredire del cancro, permettendogli di sopravvivere più a lungo con questo cancro debilitante, rispetto alle possibilità che avrebbe avuto se fosse stato da solo”.

La scoperta di questa terribile malattia in una creatura così lontana nel tempo, contribuisce a renderli, in un certo senso, più “reali”, anche per un esperto paleontologo come Evans: “I dinosauri possono sembrare creature mitiche, ma erano animali vivi, che respiravano e che hanno sofferto di orribili ferite e malattie. Questa scoperta li rende certamente più reali e aiuta a dar loro vita in questo senso”.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.