Un piccolo assegno, per giunta di modesta entità, può anche sfuggire alla vista, finendo buttato fra una rivista o dei vecchi dischi. Un piccolo assegno però può anche raccontare molta più storia del suo modesto valore, soprattutto quando l’intestatario è un certo Kurt Cobain, icona del genere grunge e il cantante più rappresentativo della scena alternativa degli anni ’90.

Matt Vaughan, proprietario dello storico negozio di dischi “Easy Street” di Seattle, ha scoperto in una vecchia partita di vinili, acquistata addirittura nel 1993 o 1994, un assegno di royalty del valore di 26,57 dollari (paragonabili a circa 50 dollari odierni) datato 6 Marzo 1991, intestato a Kurt Cobain e mai incassato dall’autore.

Sotto, la parte dell’assegno dove è indicato il prezzo e la scadenza. L’assegno era incassabile soltanto entro il 3 Settembre 1991:

I Nirvana in quel periodo avevano pubblicato soltanto un album, Bleach, registrato al costo di 600 dollari nel 1989, che non era riuscito ad entrare nelle classifiche statunitensi e internazionali. Dopo la pubblicazione di Nevermind, nel 1991, Bleach sarebbe diventato un album famosissimo, ma questa è un’altra storia…

Sotto, l’intestazione a Kurt D Cobain:

L’Easy Street di Seattle è stato uno dei pilastri della scena musicale di Seattle dal 1988, nel periodo d’oro della musica alternativa. Fra le reliquie trovate da Vaughan nella vecchia partita di dischi c’è anche un vaglia di pagamento per l’affitto di Cobain e una fattura di prestazioni mediche.

Sotto, il negozio di dischi e bar “Easy Street” a Seattle:

Le carte, come affermato dal gestore del negozio, potrebbero venire da qualsiasi persona all’interno della cerchia dei Nirvana, fidanzate, roadies, management, compagnie del suono etc, e all’epoca non era inusuale che carte e documenti finissero un po’ ovunque, anche fra i dischi.

Sotto, l’affitto di 177 dollari pagato da Kurt Cobain del 09/04/90:

La piccola reliquia ricorda un periodo di gloria della scena musicale alternativa di Seattle, di cui l’Easy Street, che è anche un Caffè e luogo di concerti, fu uno dei pilastri fondanti. Le due location dell’Easy Street (una delle quali ha chiuso) hanno ospitato oltre 500 concerti, ospitando artisti del calibro di Patti Smith, Lou Reed e i Pearl Jam, fra gli altri.

Fonte: account ufficiale di Easy Street su Instagram.

 
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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...