Circa 4.000 anni fa in Egitto, gli esperti paesaggisti non si occupavano solo di progettare i giardini che dovevano allietare la vita dei faraoni e della famiglia reale. Secondo gli archeologi del Consiglio Nazionale delle Ricerche spagnolo, avevano anche il compito di comporre dei particolari giardini funebri. Questa scoperta botanica, effettuata sulla collina Dra Abu el Naga, a Luxor, consente di avere maggiori informazioni su quella che era una volta la vita a Tebe, che all’epoca in cui erano in uso questi particolari giardini era la capitale del regno unificato dell’Alto e Basso Egitto.

Gli archeologi sapevano dell’esistenza dei giardini funebri dalle illustrazioni presenti in alcune tombe, ma fino ad ora non ne era mai stato trovato nessuno. José Manuel Galán, l’archeologo che guida lo scavo, descrive il giardino come un rettangolo di 3 metri per 2, sollevato da terra di circa mezzo metro, e diviso in ‘letti’ di 30 centimetri quadrati. Secondo lo studioso, anticamente c’erano due alberi accanto al giardino.

Galán afferma, intervistato da Live Science: “Questa è la prima volta che si è trovato un giardino, fisicamente, ed è quindi la prima volta che l’archeologia può confermare ciò che era stato dedotto dall’iconografia“. L’analisi del giardino rivelerà anche quali piante e quali condizioni ambientali fossero presenti nella Tebe dell’epoca.

Le piante coltivate in un giardino funerario probabilmente avevano un significato simbolico e rituale. Secondo Galàn: ”Il giardino fornirà anche informazioni sulle credenze e le pratiche religiose, così come sulla cultura e la società al momento della 12° dinastia, quando Tebe divenne per la prima la capitale del regno unificato dell’Alto e del Basso Egitto“. (La dodicesima dinastia va dal 1939 aC al 1760 aC).

Gli archeologi sanno, ad esempio, che la palma, il sicomoro e la Persea erano associate alla forza della resurrezione; altre piante, tra cui la lattuga, erano legate alla fertilità, e quindi al ritorno alla vita. “Dobbiamo aspettare, per vedere quali piante si possono individuare, analizzando i semi che abbiamo raccolto“, afferma Galàn “Si tratta di un ritrovamento spettacolare e più unico che raro, che apre molteplici strade di ricerca” – compresi gli studi sulle antiche credenze religiose, le pratiche funerarie e la botanica.

Gli archeologi hanno trovato il giardino funerario in un cortile aperto, all’ingresso di una tomba scavata nella roccia, risalente forse al 2000 aC, all’epoca del Medio Regno. I diversi riquadri in cui era diviso il giardino contenevano probabilmente tipi diversi di piante e fiori, mentre al centro, in due “lettucci” rialzati rispetto agli altri dovevano essere ospitati piccoli alberi o arbusti.

Sorprendentemente, in un riquadro del giardino si sono conservati i resti di un arbusto di tamerice, completo di radici; accanto ad esso, gli archeologi hanno trovato una ciotola contenente datteri e altra frutta, forse posto come offerta.

Accanto alla facciata della tomba, gli archeologi hanno trovato una piccola cappella di mattoni di fango, contenete tre lapidi di pietra, databili ad un’epoca posteriore a quella del giardino funerario, circa al 1800 aC.

Ogni lapide ha un riferimento a Montu, un dio locale, e agli dei dell’oltretomba Ptah, Sokar e Osiride. “Queste scoperte fanno comprendere l’importanza della collina Dra Abu el-Naga come centro sacro durante il Regno di Mezzo, e l’alta concentrazione di tombe appartenenti ad epoche successive” conclude Galàn.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.