Nelle lontanissime terre della Siberia Orientale, nei pressi del fiume Indigirka, i ricercatori del Centro di Paleogenetica dell’Università di Stoccolma hanno recentemente rinvenuto un cucciolo di lupo (o di cane) morto 18.000 anni fa e perfettamente conservato nel gelido permafrost.

L’incertezza della specie di appartenenza dell’animale è di cruciale importanza per la ricostruzione della storia di queste terre glaciali, tanto fredde da rendere il terreno perennemente ghiacciato.

Gli scienziati hanno analizzato il DNA del cucciolo, ma non sono stati in grado di determinare a quale specie appartenga. Sul profilo Twitter hanno ironicamente scritto:

E’ necessario più sequenziamento!

Gli scienziati al lavoro sul reperto spiegano che l’animale potrebbe essere un cane, un lupo o forse un essere di transizione fra lupo e cane. Il cucciolo è stato battezzato “Dogor”, la parola Yakut che indica l’amico.

L’importanza della distinzione fra lupo e cane-lupo è molto più importante di quanto sembri. Se infatti l’animale si rivelasse un cane, o anche solo un canide di transizione fra lupo e cane, si potrebbe dedurre che 18 mila anni fa queste gelide terre del nord erano già abitate dagli esseri umani.

Il cane (come si intuisce dal suo nome scientifico Canis lupus familiaris) è infatti soltanto il frutto dell’addomesticazione selettiva del lupo, del quale costituisce una sottospecie. Se la mummia si rivelasse una forma di cane, i quattro ricercatori all’opera sul cucciolo, Dave Stanton, Pontus Skoglund, Love Dalén e Anders Bergström, potrebbero svelare al mondo il più antico esemplare di cane addomesticato rinvenuto a queste latitudini.

Sotto, la mappa del fiume Indigirka, nei pressi del quale è stato ritrovato il cucciolo:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...