Un team di archeologi messicani ha recentemente scoperto il rostro di un pesce sega sul fondo di una scatola in pietra nel complesso religioso di “Templo Mayor”, nei pressi di Città del Messico.

La lama è lunga un metro, e costituisce la più lunga mai scoperta del suo genere

Le lame dei pesci sega non sono infatti una rarità, e questa è la settantasettesima ritrovata in una sepoltura del periodo Azteco. La particolarità del ritrovamento è la grandezza dell’oggetto, che misura ben 1 metro, il record assoluto fra tutte quelle ritrovate sino a oggi.

La considerazione sulla dimensione della lama è fatta da Leonardo López Luján, direttore dello scavo, mentre l’archeologa Alejandra Aguirre spiega come il pesce sega avesse un profondo significato spirituale per gli aztechi, poiché era considerato una creatura ibrida fra terra e mare.

La lama, incredibilmente conservata con tutti i suoi denti intatti, è l’ultimo oggetto scavato in un deposito contenente circa 1.100 manufatti, fra i quali si annovera lo scheletro di un giovane lupo vestito con con un’armatura d’oro, chiamato il:

Lupo Guerriero d’Oro

Oltre ai resti di animali di grosse dimensioni, sono emersi diverse ossa di uccelli e migliaia di conchiglie e piccoli animali marini. Conosciuto come Offerta 174, la scatola fu sepolta sotto un pavimento durante il regno dell’imperatore Ahuitzotl (1486-1502) e, secondo la Aguirre, potrebbe essere una sorta di tributo all’espansione del regno azteco sotto il suo dominio.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...