La Battaglia di Salamina vide scontrarsi la piccola flotta della lega Panellenica guidata da Temistocle e la flotta Persiana guidata da Serse. Il teatro dello scontro fu lo stretto passaggio che separa Salamina dall’Attica, la regione dove si trova Atene. Lo scontro vide una decisiva vittoria dei Greci, che distrussero numerosissime navi persiane e uccisero decine di migliaia di soldati di Serse il Grande.

Recentemente gli Archeologi greci sono riusciti ad identificare alcuni resti archeologici risalenti all’epoca di quel famoso scontro, il V secolo avanti Cristo. Di fronte alla baia di Ambelaki, nella parte orientale dell’isola greca e a pochi passi dal teatro della battaglia, sono affiorati i resti di un antico porto greco, sicuramente utilizzato per ormeggiare le famose trireme greche. Gli autori delle scoperte provengono da due istituzioni greche, il dipartimento di conservazione delle Antichità Marine e l’istituto Ellenico di Archeologia Marina, entrambi alle dipendenze del Ministero della Culture e dello Sport Greci.

L’indagine ha individuato resti di strutture portuali, fortificazioni e altri edifici risalenti al periodo classico (dal quinto al IV secolo aC) ed al periodo ellenistico, su tutti i tre lati – nord, sud e ovest – della baia. Le antiche rovine risultano visibili mediante fotografie e video aerei, che sono stati realizzati durante alcuni periodi dell’anno e in condizioni di bassa marea.

Sotto, una vista aerea dell’isola di Salamina:

Secondo Yannis Lolos, professore di archeologia all’università di Ioannina e presindente dell’Istituto ellenico di Archeologia Marina: “Di tutte le strutture, è la parte fortificata nord occidentale (foto di copertina) che rappresenta la parte principale del porto militare di Salamina, certamente appartenente alla città di Atene in Epoca classica“.

L’attacco della flotta persiana:

L’area è definita a sud da un impressionante molo, lungo oltre 160 metri, che finisce in una torre rotonda, similmente a quanto riscontrato in altri porti fortificati. Un’enorme struttura in pietra si estende poi verso il lato est della “zona militare principale”, e di fronte sono stati trovati altri frangiflutti lunghi 40 e 30 metri, insieme ad un’altra piccola torre.

La ritirata persiana:

Secondo Lolos: “Queste prove, confrontate con le informazioni delle antiche fonti storiche e letterarie, non lasciano dubbi circa il ruolo della baia come il punto di varo principale della flotta greca in prossimità del teatro dello scontro“.

Secondo lo storico greco Erodoto, 378 triremi greche affrontarono una flotta molto più grande, di oltre 1000 navi, riuscendo ad infliggere pesantissime perdite all’esercito persiano. I Greci erano in ritirata dopo aver raggiunto il piccolo contingente di Leonida alle Termopili, ed inflissero le prime, numericamente sensibili, perdite all’esercito achemenide. I persiani morirono non solo uccisi dai greci, ma anche annegati fra le acque dello stretto, per il banale motivo che non sapevano nuotare.

L’importanza della battaglia di Salamina fu enorme e, insieme allo scontro di Platea, viene considerata l’episodio decisivo per la sconfitta degli uomini di Serse. La nostra storia e quella del mondo, se il conflitto avesse avuto un esito diverso, non sarebbe stata certamente la stessa.

Anche se è assolutamente improbabile trovare una trireme, gli scavi nella baia di Ambelaki continueranno fino al 2018, in modo da riuscire a recuperare quanti più reperti possibile.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...