L’Homo Sapiens, il progenitore di tutti gli esseri umani, ha probabilmente origini più antiche di quanto supposto finora. Due studi, pubblicati sul numero di giugno del magazine Nature, anticipano di circa 100.000 anni la presenza sulla terra di individui appartenenti al genere Sapiens.

Gli scienziati hanno analizzato resti di ossa che, a quanto pare, sarebbero le più vecchie della nostra specie, di antenati vissuti 300.000 anni fa in Marocco. I fossili appartengono a cinque persone, tre adulti, un adolescente ed un bambino di 7/8 anni. La scoperta non è significativa solo per la datazione, ma anche per il luogo dove i reperti sono stati trovati. Fino ad oggi si pensava che l’Homo Sapiens avesse avuto origine in Africa orientale, considerato il “giardino dell’Eden” dove l’uomo moderno aveva fatto i suoi primi passi. Questa tesi appare superata: probabilmente la nostra specie si è originata in tutto il continente africano, evolvendosi da specie precedenti, e disperdendosi in ogni angolo del paese.

Ricostruzione di uno dei fossili di homo sapiens

I cinque individui probabilmente si accamparono nella grotta per andare a caccia, forse di gazzelle e gnu, in un Sahara che all’epoca era molto verde, ricco di laghi e fiumi. Anche se i loro volti erano molto simili ai nostri, i nostri progenitori marocchini avevano la regione del cervelletto più piccola, e una scatola cranica allungata.

Gli archeologi hanno scoperto i fossili umani, tra cui un cranio parziale e una mascella inferiore, durante gli scavi del sito di Jebel Irhoud, in Marocco, iniziato nel 2004. Tuttavia, già nel 1960, nella grotta erano stati ritrovati dei reperti appartenenti agli stessi individui, che furono considerati come risalenti a 40.000 anni fa, e provenienti da una specie africana di Uomo di Neanderthal.

Il cranio rinvenuto nel 1960

Ricerche successive hanno però messo in dubbio sia la datazione che l’appartenenza di specie dei fossili. Le nuove analisi hanno dimostrato che le ossa raccolte nel sito provengono da almeno cinque persone, che vissero all’incirca tra i 285.000 e i 350.000 anni fa.

“Queste date sono state un grande ‘wow’, direi. Abbiamo capito che questo sito è molto più vecchio di quanto chiunque avesse potuto immaginare” afferma Jacques Hublin, paleoantropologo dell’Istituto Max Planck di Lipsia, “Questo materiale rappresenta la radice stessa della nostra specie, gli esemplari più antichi mai trovati in Africa o altrove.”

Gli studi computerizzati dei fossili suggeriscono che molte caratteristiche di viso, mascella e denti sono praticamente indistinguibili da quelle degli esseri umani moderni. I loro volti erano quelli “di persone che si possono incontrare per strada oggi”, anche se la scatola cranica aveva una forma più allungata.

Un’altra ricerca, condotta sempre nello stesso sito, riguarda gli strumenti di selce trovati accanto ai fossili. Grazie alla tecnica analitica chiamata termoluminescenza, è stato possibile far risalire i reperti approssimativamente a 350.000 / 300.000 anni fa. La stessa età è stata attribuita ad una mandibola umana trovata nel sito, grazie agli isotopi radioattivi trovati all’interno di un dente.

I fossili di animali trovati nello stesso scavo ci raccontano che questi uomini mangiavano molta carne di gazzella, talvolta di zebra e gnu, e altri alimenti come le uova di struzzo. Altri resti appartengono a istrici, uri, lepri, leopardi, iene, leoni, volpi, sciacalli, serpenti, tartarughe e molluschi di acqua dolce. Il quadro generale indica che il luogo era probabilmente un accampamento di caccia dove le persone si rifugiavano di notte, durante i loro spostamenti attraverso la regione.

Secondo Hublin, diverse popolazioni di Homo Sapiens vivevano in parti diverse dell’Africa, talvolta rimanendo isolate, ma altre volte stabilendo dei contatti, a seconda dei cambiamenti dell’ambiente circostante. Il Sahara, nel corso dei millenni, ha avuto svariati periodi “verdeggianti”, durante i quali probabilmente ci furono incontri tra i diversi ceppi, che si scambiarono invenzioni ed anche geni.

Sino a ieri i fossili più antichi venivano datati a 195.000 anni fa in Etiopia (fonte Wikipedia), ma la storia della nostra specie è molto più antica. L’Africa dunque, come gigantesco giardino dell’eden, da cui è partito il lungo cammino dell’uomo…

Le immagini sono condivise con licenza Creative Commons dalla pagina Wikipedia dedicata a Jebel Irhoud

Fonti: Nature, Livescience

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.