Una delle opere più famose attribuite al genio di Leonardo, il Salvator Mundi, venduto all’asta lo scorso anno per 450 milioni di dollari, secondo diversi esperti non è opera del Genio di Vinci.

A sostenerlo è anche la studiosa italiana Annalisa di Maria, che ha fatto una scoperta che rimetterebbe in discussione le nostre certezze su una fetta di Storia dell’Arte.

Secondo l’esperta, infatti, il vero Salvator Mundi è un bozzetto a sanguigna appartenente a due sconosciuti collezionisti, che sarebbe passato attraverso i secoli da una collezione privata all’altra e che al momento è custodito in un caveau a Lecco.

Il Salvator mundi, fotografia prima del restauro, anno 1912

Non appena l’ho visto ho provato un’emozione fortissima”, ha detto la Dottoressa Annalisa di Maria, “sono convinta che quello che avevo davanti agli occhi fosse un autentico disegno di Leonardo.

Gli elementi su cui si fonda l’ipotesi della studiosa sono molteplici.

Ovviamente come prima cosa si è partiti dalla datazione del reperto ed è stato accertato che sia stato realizzato a cavallo tra XV e XVI secolo. Si è passati poi a un esame delle caratteristiche stilistiche dell’opera da vicino e secondo Annalisa di Maria non ci sono dubbi.

Leonardo non dipingeva immagini statiche, frontali, come invece è rappresentato quello che fino a ieri era conosciuto come il Salvator Mundi.

Quello che è stato venduto lo scorso anno all’asta a New York è un’opera pregevole, probabilmente realizzata da un allievo di Leonardo o da una bottega attigua alla sua, ma non è un Leonardo da Vinci. Le opere di Leonardo sono caratterizzate sempre da uno straordinario dinamismo e quell’opera è invece estremamente statica”, afferma con certezza la studiosa.

Autoritratto di Leonardo da Vinci:

Nel bozzetto recentemente scoperto, al contrario, troviamo gli elementi di dinamismo tipici del Maestro, la posizione di tre quarti, e poi la somiglianza col suo famoso autoritratto conservato nella Biblioteca Reale di Torino, a sanguigna anch’esso come quasi tutti i suoi bozzetti preparatori, somiglianza che diventa impossibile ignorare osservando l’occhio di entrambi.

Altro straordinario elemento riconducibile a Leonardo sono i riccioli della barba, del tutto simili a quelli della chioma del ritratto di Ginevra de’ Benci.

Insomma, tutto lascia presupporre che Annalisa di Maria abbia fatto una scoperta sensazionale e abbia riportato alla luce il vero Salvator Mundi di Leonardo, tanto da attirare l’attenzione anche del famoso storico dell’arte britannico Martin Kemp, uno dei massimi esperti di Leonardo che ha affermato che la questione merita la massima attenzione.

Dal momento che l’opera acquistata lo scorso anno all’asta è uscita di scena e ad oggi non sappiamo che fine abbia fatto – nell’aprile del 2019 era attesa a una mostra al Louvre di Abu Dhabi ma da mesi non si ha alcuna notizia sulle sue sorti risultando di fatto dispersa – possiamo cominciare a sperare di non aver perso in quel momento un Leonardo ma di averne guadagnato uno oggi, nella speranza di poterlo ammirare presto, esposto in un Museo a beneficio di tutti gli amanti dell’Arte e della Bellezza.

Barbara Giannini
Barbara Giannini

Ho studiato Archeologia medievale a La Sapienza di Roma, dopodiché ho intrapreso la strada dell’editoria lavorando per una casa editrice romana come editor e correttrice di bozze. Sono stata co-fondatrice nel 2013 di un’agenzia letteraria per la quale ho continuato a lavorare come editor e talent scout, rappresentando autori emergenti in Italia e all’estero. Attualmente sono iscritta al secondo anno di Lingue e Letterature Straniere all’Università Roma Tre e nel frattempo mi occupo di politiche ambientali. Sono appassionata di letteratura, arte, storia, musica e culture straniere.