Correndo tra gli alberi di una lussureggiante foresta pluviale, in una regione che molte migliaia di anni dopo avrebbe preso il nome di Birmania, un Tyrannosaurus Rex (o qualche altro dinosauro) avrebbe potuto far cadere da una pianta sconosciuta sette piccoli fiori. Le fragili corolle si posarono sulla corteccia di un albero resinoso, che poi si fossilizzò in preziosa ambra, a custodire la loro bellezza per 100 milioni di anni, in attesa che qualcuno li trovasse.

I fiori hanno un diametro che va dai 3,4 ai 5 millimetri e sono interi: una scoperta che non avveniva da ormai molto tempo, secondo lo studio pubblicato la scorsa settimana dall’Oregon State University.

Il professor George Poinar, che ha condotto la ricerca, commenta: “L’ambra ha conservato i fiori così bene che sembrano appena colti da un giardino”. I fiori, che Poinar ha chiamato Tropidogyne pentaptera, appartengono ad una specie di pianta sconosciuta.

La corteccia che li ha conservati forse apparteneva ad un tipo di Araucaria, albero delle foreste pluviali considerata un’antenata dei pini di oggi. L’esame al microscopio ha consentito ai ricercatori di realizzare immagini incredibilmente dettagliate di questi fiori, la cui pianta madre può essere forse collegata ad una specie presente in Australia. Anche se oggi tra Birmania ed Australia c’è un oceano di mezzo, milioni di anni fa, quando esisteva il supercontinente Gondwana, l’ex Birmania faceva parte del subcontinente indiano, che poi si separò. Durante le ere paleozoiche e mesozoiche, i territori che si erano staccati furono spostati verso nord dalla deriva continentale, formando la Malesia ed anche alcune zone della Birmania.

L’ambra è il fondamentale involucro grazie al quale molte cose si conservate nell’arco dei millenni. Recentemente è stato scoperto un uccello all’interno dell’Ambra, giunto sino a noi grazie ad una morte accidentale. Di seguito, altre immagini di esseri viventi conservati all’interno della resina fossile

Fonte: Oregon State University

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.