E’ stato scoperto pochi giorni fa, durante una serie di lavori di scavo per delle condutture idrauliche, un sito di sepolture di vittime sacrificali. Il luogo del rinvenimento è l’Oxfordshire, in Inghilterra, e le sepolture hanno svelato diversi particolari macabri degli abitanti dell’Inghilterra pre-romana, che vivevano in queste zone circa 3.000 anni fa.

Alcune ossa presentano la testimonianza di una fine brutale, una morte orribile compiuta per mano dei propri simili. Una donna ha i piedi amputati e le braccia legate dietro la testa, mentre un’altra persona (dal sesso sconosciuto) ha la propria testa posizionata fra i piedi.

La testa posizionata fra i piedi della vittima:

Il sacrificio umano come pratica culturale

Neil Holbrook, amministratore delegato di Cotswold Archaeology, ha dichiarato: “La scoperta sfida le nostre percezioni sul passato, e ci invita a cercare di capire le credenze delle persone che sono vissute e morte oltre 2.000 anni fa. Le prove suggeriscono che le sepolture nelle fosse comportassero dei sacrifici umani“.

I resti di queste antiche vittime sono stati rimossi dal sito per condurre una più approfondita indagine forense, sperando di capire il modo in cui le persone venissero sacrificate.

In tutto il mondo antico le comunità agricole o di cacciatori/raccoglitori facevano dei sacrifici umani dopo inondazioni, pestilenze, carestie o terremoti per chiedere il favore degli dei (emblematico il recente ritrovamento di 140 bambini sacrificati in Perù).

Quel che colpisce è la brutalità di queste esecuzioni, che previdero amputazioni e grandi violenze

Sotto, la collina con i ritrovamenti dei resti umani:

I sacrifici umani venivano svolti come rito propiziatorio anche in caso di guerre con dei clan rivali, magari uccidendo prigionieri dei popoli avversari.

Gli archeologi che stanno studiando i resti sono convinti che le persone uccise provenissero dalle stesse comunità che realizzarono il famoso geoglifo del cavallo di Uffington, a Dragon Hill, disegnato con il gesso e coevo alle sepolture.

Paolo Guardino, responsabile del progetto Archeologico Cotswold, ha affermato: “Questi risultati aprono una finestra unica sulla vita e sulla morte di comunità che spesso conosciamo solo per i loro edifici monumentali, come gli hillforts o il cavallo bianco di Uffington. I risultati dell’analisi dei manufatti, delle ossa degli animali, degli scheletri umani e dei campioni di suolo, ci aiuteranno ad aggiungere alcune importanti informazioni alla storia delle comunità che hanno occupato queste terre tanti anni fa“.

Altre prove di sacrifici rituali

Le persone sacrificate risalgono a 3.000 anni fa circa, ma in Inghilterra e in Gran Bretagna esistono numerose evidenze di sacrifici rituali, almeno da 5.000 anni fa. Nel 2015 vennero scoperti nel Wilshire, la contea di Stonehenge, numerosi resti umani che si trovavano lungo grandi mura di terra nella piana di Salisbury. Al di sotto di grossi tumuli si trovavano migliaia di ossa di animali che erano stati sacrificati e mangiati in grandissime feste popolari.

In un precedente articolo sul Daily Mail, gli archeologi hanno affermato: “Quando si scava in queste aree, spesso si trovano pozzi con resti di animali. Poiché gli scheletri sono intatti o tagliati in grandi “pezzi”, probabilmente venivano uccisi non per essere mangiati ma come una sorta di offerta agli dei. Le ossa ritrovate suggeriscono che il maiale era l’animale prediletto degli antichi inglesi nel periodo compreso fra il 4.000 e il 2.500 a.C.“.

Ma gli archeologi del Wiltshire hanno trovato anche esseri umani con punte di freccia incastrate tra le vertebre e ferite alla testa.

Morirono in modo violento, con ogni probabilità uccisi durante riti sacrificali

Al contrario dei guerrieri medievali o di epoche precedenti, questi corpi antichi uccisi con delle armi sono spesso trovati sepolti in modo singolo o all’interno di monumenti più grandi, costruiti su misura, il che suggerisce che sono stati sacrificati durante una cerimonia religiosa.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...