Sono recentemente stati scoperti a Cadice, avamposto sull’Oceano Atlantico dell’Impero Romano, i resti di un antichissimo acquedotto del I secolo dopo Cristo. A causa dell’uragano Emma, che in Febbraio ha generato potenti mareggiate, dalla spiaggia di Cortadura sono affiorati i resti di un antico acquedotto, che originariamente portava l’acqua dalla sorgente di Tempul sino all’odierna zona di San José del Valle.

L’acquedotto probabilmente arrivava sull’arcipelago di isole che, anticamente, costituivano la città di Cadice (Gades, in latino), e quindi attraversava un tratto di mare. Secondo le testimonianze dell’epoca dell’Hispania Romana, l’acquedotto doveva rappresentare il più lungo mai costruito, con oltre 75 chilometri di lunghezza complessiva dalle fonte al suo punto più lontano, l’odierna Cadice. Del manufatto originale sono stati scoperti 7 blocchi caratteristici, di cui 2, dopo ormai quasi 2 millenni, risultano ancora uniti dalla forza del cemento romano.

Oltre l’acquedotto, la forza della mareggiata ha fatto emergere anche una strada, risalente circa al XVI-XVII secolo e spazzata via da uno Tsunami del 1755, che in origine fu probabilmente edificata sui resti di un’antica strada romana.

Schema dei blocchi originali:

La scoperta, benché tutt’altro che inaspettata, conferma le ipotesi degli studiosi che avevano ipotizzato il passaggio in mare dell’antico acquedotto. I blocchi saranno spostati probabilmente in una zona sicura, forse insieme agli altri già esposti presso la Plaza de Asdrúbal de Cádiz.

Fonte, El Pais. Fonte immagini: Pagina Facebook di Difusión e Investigación Patrimonio Cultural Cádiz, ADIP.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...