Il Ministero delle Antichità egiziano ha annunciato domenica 20 settembre la scoperta di 14 sarcofagi perfettamente conservati nella necropoli di Saqqara, risalenti a 2.500 anni fa, annunciando che questo è “solo l’inizio” di una serie di nuove rivelazioni. Le 14 bare di legno decorate sono state scoperte nei pressi di un pozzo sepolcrale di circa 2.500 anni fa profondo 11 metri.

Khaled Al-Anani, a capo del Ministero egiziano del turismo e delle antichità, all’inizio di settembre aveva annunciato che un team di archeologi aveva identificato 13 antiche bare di legno ben conservate e che i loro colori originali erano intatti, offrendo ai ricercatori nuove informazioni riguardo le tradizioni funerarie egiziane. Gli archeologi sono stati inizialmente confusi perché hanno trovato le 13 antiche casse “impilate l’una sull’altra”, in un pozzo sepolcrale a di circa undici metri di profondità sotto il livello del suolo.

L’antica necropoli reale di Saqqara si trova circa 30 chilometri (19 miglia) a sud dell’attuale Cairo, nella capitale egiziana preistorica di Menfi, e sotto le fondamenta della colossale piramide a gradoni a base rettangolare di Djoser giacciono centinaia di antiche tombe con iscrizioni colorate, vasti templi di pietra e santuari.

Dopo l’iniziale scoperta di 13 sarcofagi ne sono stati trovati altri 14

Una sera, oltre due millenni fa, dopo che la ventisettesima bara era stata calata nella sua posizione nel pozzo, un gruppo di sacerdoti condusse un rituale che culminò con la sigillatura del pozzo funerario, intrappolando centinaia di antichi manufatti in un capsula del tempo. Due settimane fa il segretario generale del Consiglio supremo delle antichità Mostafa Waziri ha spiegato che questa missione archeologica avrebbe presto rivelato i dettagli delle loro scoperte, incluso il numero esatto di bare, nonché l’identità e i posti dei loro occupanti.

Sotto, il video che è stato pubblicato riguardo la scoperta:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...