I ricercatori dell’Istituto nazionale di antropologia e storia del Messico hanno recentemente comunicato la scoperta di una coppia di pozzi per la caccia che, essenzialmente, erano delle trappole artificiali per mammut, costruite da uomini preistorici circa 15.000 anni fa. I pozzi sono stati scoperti durante gli scavi su terreni che erano stati destinati a una nuova discarica nel quartiere di Tultepec, poco a nord di Città del Messico.

Le “prime trappole per mammut” del mondo sono due fosse costruite da esseri umani alte circa 1,70 metri con un diametro di 23 metri circa

Al loro interno sono state trovate circa 800 ossa di almeno 14 mammut diversi, un’inequivocabile segno della destinazione d’uso degli enormi pozzi. Alcune ossa presentavano inoltre i segni della macellazione, particolare che porta a pensare che gli antichi cacciatori seguissero i mammut sino ai pozzi per poi colpirli a morte.

Il mammut abitava la terra da decine di migliaia di anni, ed era certamente sopravvissuto all’ultima era glaciale. I loro fossili sono stati scoperti in tutti i continenti tranne l’Australia, ma circa 10.000 anni fa il loro numero iniziò a diminuire drasticamente sino all’estinzione, che venne causata dall’uomo e dai cambiamenti climatici, avvenuta circa 4.000 anni fa.

La trappola di Tultepec non è la prima in assoluto, ma è la prima ad esser stata realizzata artificialmente dall’uomo

In territori a noi più vicini, come nel nord Europa, i Mammut venivano spinti in trappole naturali, dalle quali non riuscivano più a uscire. In Messico invece un folto gruppo di persone dovette attrezzarsi per scavare circa 600 metri cubi di terra, una quantità enorme per un’epoca in cui non esistevano pale o badili in ferro, e si coalizzarono per avere a disposizione enormi riserve di carne rappresentate dai giganteschi proboscidati.

Oltre ai mammut sono stati trovati i resti anche di un cavallo e un cammello, forse anch’essi cacciati dagli umani dell’epoca. Luis Cordoba, archeologo messicano, sostiene che i mammut vivessero in Messico da migliaia di anni, e che almeno cinque grossi branchi popolassero l’area.

Trappole per Mammut in Europa

I due pozzi di caccia appena scoperti sono le prime prove di “intrappolamento” di mammut in Messico, ma la più antica testimonianza della caccia con le trappole di mammut è in Europa, proveniente dal sito archeologico di Cracovia Spadzista, in Polonia, che contiene migliaia di reperti litici e i resti di 100 mammut lanosi risalenti al 23.000 a.C.

Antichi cacciatori di mammut artici

Le prove più antiche mai trovate della caccia ai mammut, secondo quanto riportato da un articolo di ScienceMag, sono state scoperte nell’agosto del 2012 lungo la costa nebbiosa della baia di Yenisei, a circa 2000 chilometri a sud del polo nord. La carcassa del proboscidato era conservata nel permafrost, e gli scienziati hanno certificato che l’animale venne abbattuto dagli esseri umani in quanto le orbite, le costole e la mascella presentavano evidenti segni di macellazione.

La scoperta è stata di grande importanza non solo per l’animale, ma anche per capire l’evoluzione della colonizzazione umana del pianeta, in quanto un gruppo di esseri umani viveva certamente nei pressi del circolo polare artico 45.000 anni fa, 10.000 anni prima di quanto ritenuto sino a quel momento. Sopravvivere a quelle latitudini richiede tecnologie altamente specializzate e una “cooperazione estrema”, il che implica che i cacciatori erano “esseri umani moderni”.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...