Un team di archeologi tedeschi ed egiziani ha appena scoperto una colossale statua di Ramses II nella baraccopoli del Cairo, Marariya. I risultati sono stati raggiunti grazie ad una ricerca effettuata sul territorio che, al tempo dei Faraoni, era occupato da Eliopoli, la città dei Templi del Sole. Il busto e la testa recuperati dovrebbero appartenere al celebre Faraone Ramesse II, con una misura complessiva di 8 metri di altezza circa. Oltre alla statua di Ramses ne è stata trovata anche una di Seti II, suo nipote, e parte di un obelisco con dei geroglifici.

La baraccopoli ha custodito la statua di Ramses II per oltre 3.000 anni:

La statua, che si ritiene sia alta circa 8 metri, è rimasta sommersa da tempo immemore:

Ramses II è considerato il più grande Faraone egizio, ed un eccellente capo militare:

Oltre alla statua di Ramses II, nel sito sono stati trovati anche resti di altre statue, ritenute appartenenti a Seti II, nipote del grande Faraone:

Il campo dove è stata trovata la statua è in una zona depressa della megalopoli egiziana:

Il ritrovamento è stato a cura di un team di archeologi Tedeschi ed Egiziani:

Una volta che le statue saranno restaurate, verranno esposte al museo del Cairo:

Matariya faceva parte del distretto di Eliopoli, un tempo la “Città del Sole” egiziana:

I templi che si trovavano ad Eliopoli erano grandi almeno il doppio rispetto a quelli di Luxor e Karnak, ma vennero distrutti durante la dominazione Greco-Romana.

Le scoperte potrebbero rappresentare un importante motore all’economia del turismo Egiziano, ormai da anni in crisi a causa della Primavera Araba:

La ricostruzione sarà lunga e difficoltosa, e non si conosce quanto riuscirà ad essere accurata rispetto all’originale:

La statua si è sempre trovata a poche decine di centimetri sotto la terra:

Sotto, il video del Guardian:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...