All’ombra delle 3 grandi piramidi di Giza, 4.500 anni fa, vennero sepolti non solo Faraoni, Regine o nobili di corte, ma anche i costruttori delle grandi opere che ancor oggi sono il simbolo dell’Egitto. La scoperta della necropoli degli operai delle piramidi risale al 2010, ma è di pochi giorni fa la scoperta di una tomba contenente le spoglie di due sacerdoti dell’Antico Regno, vicine al più vasto cimitero per i lavoratori, che vennero tumulati in questa stanza durante la prima metà della V dinastia (2500 a.C. circa).

Lo ha annunciato il ministro delle Antichità egiziane, Khaled el-Anany, supportato dalla presenza di Zahi Hawass, ex ministro delle antichità presente alla conferenza stampa. Il famoso Hawass, egittologo di fama mondiale, ha spiegato che:

La scoperta del cimitero delle piramidi mostra al mondo intero che non sono state edificate da schiavi, ma che i loro costruttori hanno realizzato le proprie tombe accanto ai loro re“.

Mostafa Waziri, segretario generale del Supremo Consiglio delle Antichità e direttore della squadra che ha appena scoperto la sepoltura, ha spiegato che la missione ha individuato diverse tombe, e che la più antica è di due sacerdoti dell’antico regno.

Le pareti calcaree della tomba con iscrizioni in geroglifico:

La tomba appartiene a due persone, probabilmente unite tra loro da legami di sangue. Il primo è Behnui-Ka, il cui nome non era mai stato rinvenuto altrove nella piana di Giza. L’uomo aveva sette titoli, tra cui sacerdote, giudice, purificatore dei re Chefren, Userkaf, Niuserra e Neferirkara Kakai; sacerdote della dea Maat e anziano funzionario di corte. Il secondo proprietario della tomba, Nwi Who, aveva cinque titoli, tra cui capo del grande stato, sovrintendente dei nuovi insediamenti e purificatore di Chefren.

Una stele calcarea con il nome di “Nwi Who”:

Fra i molti manufatti scoperti nella tomba il più significativo è una statua calcarea di uno dei proprietari insieme alla moglie e al figlio. Ashraf Mohi, direttore generale dell’Altopiano di Giza, ha spiegato che il sepolcro venne riutilizzato estesamente durante il periodo tardo (dal VII secolo a.C.), di cui ci rimangono alcuni sarcofagi in legno completi di mummie, dipinti e iscrizioni geroglifiche.

La statua calcarea che mostra uno dei due defunti, non si sa quale, con la moglie e il figlio:

Sotto, l’ingresso alla Tomba della V Dinastia:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...