Durante buona parte dell’800, agli albori della tecnica fotografica, i ritratti delle persone era abbastanza rari. Si facevano quasi sempre in studio, e avevano tutti un tratto comune:

Ritraevano i soggetti con un’espressione seria

Scoprendo quindi una fotografia d’epoca ci si attende di vedere l”immagine di un volto che non mostra emozioni, e quindi il recente ritrovamento di una fotografia del 1894 di una nativa americana che sorride è decisamente inusuale.

L’immagine fu scattata nel 1894 e raffigura O-O-dee del popolo Kiowa mentre sorride. Scoperta a un’asta del 2019, oggi è nella collezione dello Smithsonian Institute, e rappresenta una delle prime fotografie documentate di persona sorridente.

Perché nell’800 i soggetti erano fotografati tutti seri?

La risposta al quesito non è univoca, e ce ne sono molte. In primo luogo sorridere era considerato sconveniente da larghe parti del tessuto sociale, mentre i tempi di acquisizione dell’immagine, che potevano essere di diversi secondi l’una (quando non minuti) impedivano di mantenere sempre la stessa espressione sorridente. Alcuni hanno anche ipotizzato che la scarsa igiene dentale avrebbe mostrato un sorriso “sdentato”, e in alcuni casi questo aspetto è certamente da tenere in considerazione. La fotografia, all’epoca, voleva imitare la pittura, sostituendo i ritratti dei pittori con le immagini dei fotografi. Come nei ritratti, dunque, anche i soggetti fotografati mantenevano un’espressione seria, senza mostrare un sorriso considerato, all’epoca, poco conveniente.

Il ritratto di O-o-dee differisce da questa tradizione e rivolge un sorriso luminoso allo spettatore. Il suo tradizionale abito in pelle di daino decorato con ossa di alce è il simbolo delle sue radici native e mostra l’artigianato della tribù Kiowa.

Il suo sorriso è splendente, e mostra un’empatia nei confronti dello spettatore e del fotografo completamente sconosciuto ai suoi contemporanei occidentali dell’epoca.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...