Il Klondike, che fa parte della regione dello Yukon, è un territorio all’estremo nord del Canada, proprio al confine con l’Alaska, famoso per la leggendaria corsa all’oro che si scatenò negli ultimi anni dell’800. L’unica città di questo luogo estremo è Dawson City, dove lo scorso settembre sono state presentate le mummie ghiacciate di un piccolo lupo e di un cucciolo di caribù, ritrovate nel permafrost da quei minatori che ancora cercano l’oro attraverso gli strati di terreno permanentemente congelati.


La scoperta, che risale al giugno del 2016, ha sorpreso i paleontologi perché finora, nello Yukon, erano state trovate solo ossa fossilizzate dell’antica fauna che migliaia di anni fa viveva in quella che era una tundra ghiacciata, il territorio di caccia di animali ormai estinti, come i gatti dai denti a sciabola, i mammut lanosi e gli orsi dalla faccia corta.

Del caribù si sono conservati i due arti anteriori, il busto e la testa, mentre il piccolo di lupo, morto all’incirca a otto settimane, è praticamente intatto, come fosse un “cucciolo imbalsamato”, secondo le parole del paleontologo Grant Zazula, che afferma: “A nostra conoscenza è l’unico lupo glaciale mummificato mai trovato al mondo”.

Il ritrovamento delle mummie ghiacciate è estremamente importante perché, secondo una dichiarazione del governo canadese sono “Notevolmente ben conservate, con il pelo, la pelle e il tessuto muscolare intatti. Esemplari di questa qualità sono estremamente rari, e hanno suscitato grande interesse nella comunità scientifica internazionale”.

L’analisi dei resti ha consentito di stabilire che i due animali vissero più di 50.000 anni fa, ma il caribù forse scorrazzava nella tundra addirittura 80.000 anni fa, visto che i suoi resti sono stati rinvenuti tra ceneri vulcaniche risalenti ad eruzioni avvenute in Alaska appunto in quell’epoca. Potrebbe quindi trattarsi, secondo Zazula, di

Uno dei più antichi tessuti molli mummificati in tutto il mondo

Prima di questi esemplari, nello Yukon erano stati rinvenuti i resti di un cavallo risalente a 26.000 anni fa, sempre grazie a dei minatori che li avevano trovati una trentina di anni fa. Da allora, nessun resto significativo era emerso dal permafrost canadese. Tanto che Zazula, un po’ scherzosamente, confessa: “A volte siamo gelosi perché in Siberia sembra che trovino una nuova carcassa di mammut lanoso ogni estate. Ma non riusciamo mai a trovarli nello Yukon o in Alaska”.

In effetti, in Siberia si sono registrati importanti ritrovamenti di animali perfettamente conservati nel permafrost, dal puledro rinvenuto la scorsa estate, ai cuccioli di leone delle caverne, oggi oggetto di discussione per la ventilata ipotesi di una loro clonazione.

Fonte immagini: Governo del Canada

Categorie: Scienza

Annalisa Lo Monaco

Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.