Si inabissarono il 26 Aprile del 1717, insieme ad uno dei tesori più grandi mai racimolati da un gruppo di pirati: la ciurma di Samuel Bellamy alias “Black Sam”, il principe dei pirati, era destinata a entrare nella leggenda molto prima che venisse ritrovato il loro sepolcro nei pressi di Cape Cod, in Massachusetts. In un anno di arrembaggi avevano accumulato un patrimonio paragonabile a 120 milioni di dollari odierni e navigavano con la Whydah, una gigantesca nave da oltre 300 tonnellate, verso Boston, tappa finale per il loro definitivo ritiro dalla pirateria.

Ma partiamo dall’inizio

Samuel Bellamy nasce in Inghilterra nel 1689, e la madre muore durante il parto, venendo sepolta il giorno stesso. A 8 anni diviene marinaio, e poco dopo si arruola nella marina inglese, con la quale combatte diverse battaglie. Già con moglie e figlio a carico, nel 1715 abbandona la famiglia e prende la rotta delle Americhe giungendo a Cape Cod, nel Massachussets, dove si innamora di Maria Hallet (il nome forse è immaginario, ma simile al reale), avvenente figlia di coloni locali. I genitori non ostacolano l’unione, ma Bellamy è costretto per qualche ragione a fuggire per evitare il carcere, non prima di aver promesso alla ragazza di tornare con:

la più bella nave del mondo

Bellamy si accompagna di Palgraves Williams, finanziatore della successiva avventura che diventerà il suo inseparabile secondo. Dirige alla volta della Florida, alla ricerca dei tesori perduti di un Galeone spagnolo affondato l’anno prima. La spedizione si rivela un totale insuccesso, e i due entrano nella ciurma della Mary Anne, comandata dall’ex-corsaro inglese Benjamin Hornigold. La nave del famoso pirata-gentiluomo compie diverse scorrerie di successo, ma il capitano si rifiuta di attaccare le navi inglesi, arrembando soltanto le francesi e le spagnole. Stanco delle “preferenze” di Hornigold, l’equipaggio si ammutina e lo depone, eleggendo Bellamy a nuovo capitano della nave, secondo le democratiche leggi della pirateria. Samuel Bellamy e i suoi 90 pirati cattureranno poco dopo una nave più grande, la “Sultana”, che diverrà l’ammiraglia della flotta, e la ciurma nominerà Palgraves Williams comandante della Mary Anne.

Durante circa un anno di arrembaggi, dal 1716 al 1717, Black Sam e la sua ciurma assalteranno 53 navi, spendendo parte dei loro tesori nei porti di approdo e facendo generose donazioni a tutti gli indigenti che si trovano davanti. Black Sam, inoltre, non uccide quasi mai nessuno, e restituisce spesso la nave ai legittimi proprietari, dopo averla naturalmente depredata.

Si conquista per questo il nome di “Principe dei Pirati”

Nella Primavera del 1717 arriva l’arrembaggio dei sogni: Black Sam e la sua flotta assaltano e si impossessano della Whydah Gally, una delle navi più moderne e importanti dell’epoca, che commerciava schiavi e beni preziosi fra l’Africa e le Americhe. Al suo interno si trovano centinaia di schiavi, che Bellamy libera, tonnellate d’oro e d’argento, sterline e innumerevoli altri beni preziosi.

Sotto, modellino della Whydah Gally. Fotografia condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Black Sam, così chiamato a causa della moda, tutta sua, di portare i capelli neri lunghi legati con una coda di cavallo, scambia “onestamente” la Sultana con la Whydah, libera buona parte degli schiavi (molti li porta con sé arruolati volontari) e dirige verso nord, probabilmente con l’intenzione di tornare da Maria, nel Massachussets.

Non riuscirà mai in questa apparentemente facile impresa

Dopo circa due mesi, passati fra placida navigazione e tranquille scorrerie di cabotaggio, la Whydah si imbatte in una furiosa tempesta causata da un uragano, a pochi chilometri dalla sua destinazione e poco dopo aver passato l’isola dei Balenieri di Nantucket.

Il 26 Aprile 1717 la Whydah affonda con tutto il suo carico

Sotto, la mappa del relitto:

Muoiono 143 membri dell’equipaggio su 145, e 103 corpi vengono sepolti dagli abitanti del posto, in un sepolcro che, incredibilmente, verrà scoperto soltanto 301 anni dopo, nel 2018. I due sopravvissuti si uniranno ai 7 superstiti del naufragio della Mary Anne, avvenuto poche ore dopo quello dell’ammiraglia. Dei nove membri della ciurma di Bellamy, sei verranno impiccati per pirateria a Boston, uno verrà ridotto in schiavitù e due saranno lasciati liberi perché giudicati lavoratori senza colpe.

La scoperta del Relitto

Nel 1984 sarà scoperto il relitto della Whydah, il più grande tesoro pirata mai rinvenuto. I preziosi ammassati nella stiva ammontavano a circa 5 tonnellate, comprese enormi quantità di indaco, avorio, oro e monete per un valore di 20 o 30 mila sterline.

Sotto, la campana della nave scoperta nel 1984. Fotografia condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Sotto, una piccolissima parte dell’argento ritrovato. Fotografia di Theodore Scott condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Lo scopritore del tesoro del pirata, l’archeologo Barry Clifford, finanzierà il museo dedicato al pirata e alle sua avventure, il “The Whydah Pirate Museum” di MacMillan Wharf.

La scoperta del 2018

Dopo ben 301 anni, la fossa comune di Black Sam e di buona parte della sua ciurma è stata trovata nei pressi di Cape Cod, con le ossa ormai fuse con i materiali circostanti. Immerse fra sabbia e roccia si trovano le ossa dei 103 pirati sepolti dagli abitanti dell’epoca, che avevano dato un ultimo giaciglio a quella leggendaria ciurma di pirati. Scoperti nel Febbraio 2018, un femore di un uomo è stato trovato vicino a una pistola che viene descritta come “identica a quella di Black Sam”, secondo il Telegraph.

Se si tratti del femore e quindi delle ossa del “Robin Hood dei Pirati” sarà solo il test del DNA a certificarlo con certezza, grazie a un discendente naturale oggi in vita.

Fonti: Indipendent, Wikipedia.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...