Siamo nel bel mezzo del Medioevo, precisamente nel 1066, quando Guglielmo I (Guillaume le Bâtard – il Bastardo, perché nato da unione illegittima) attacca Re Aroldo II d’Inghilterra e vince la Battaglia di Hastings, ponendo fine alla dinastia Anglosassone che regge l’Inghilterra e inaugurando la stirpe di sovrani Normanni che, ancor oggi dopo quasi un millennio, siede sul trono d’Inghilterra.

L’invasione dell’isola oltremanica è un evento epocale per francesi e inglesi, che non solo va celebrato ma anche spiegato alle popolazioni coinvolte. Così uno sconosciuto committente ordina la realizzazione di un lunghissimo racconto visuale (si potrebbe anche definire l’antesignano del fumetto) che illustra le ragioni, i protagonisti e la storia degli eventi bellici.

Sotto e in copertina, l’Arazzo di Bayeux esposto al museo della città francese. Fotografia condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Il committente potrebbe essere la Regina Matilde, moglie di Guglielmo, ma più probabilmente Oddone di Bayeux, Vescovo della città omonima e fratellastro per parte di madre di Guglielmo.

La tela ricamata, impropriamente definita “arazzo”, è lunga circa 70 metri (la parte finale è mancante, probabilmente raffigurava l’incoronazione di Guglielmo), ed è pensata per spiegare al popolo le ragioni legittime della conquista normanna dell’Inghilterra.

Il quesito riguardo il committente è di difficile soluzione, ma gli studiosi propendono con decisione verso Oddone, fra i principali protagonisti della narrazione e uno dei pochissimi in grado di poter finanziare un simile lavoro artigiano.

La destinazione pensata per ospitare la tela era fino a oggi sconosciuta

Un’opera di tali dimensioni doveva essere pensata per qualche luogo particolare, e alcuni ricercatori hanno recentemente identificato con certezza lo spazio fra le navate della Cattedrale di Bayeux (andata in gran parte distrutta) come perfetto per ospitare l’opera.

Riferimento accademico: fonte all’articolo pubblicato da Christopher Norton, storico dell’arte presso l’Università di York, sul Journal of British Archaeological Association il 23 Ottobre 2019.

Sotto, l’interno dell’attuale cattedrale di Bayeux. Fotografia condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Sotto, In questa immagine è visibile la tripartizione della società. A sinistra vi è l’aristocrazia militare che rende omaggio ad Aroldo appena incoronato presentando la spada, emblema del proprio status; a destra l’arcivescovo di Canterbury Stigand, coi paramenti sacri; all’esterno del palazzo, volti verso la sala del trono, cinque personaggi privi di connotati particolari, a rappresentare il resto della società. Fotografia di pubblico dominio via Wikipedia:

La narrazione del ricamo si adatterebbe persino agli spazi fra le colonne e le porte della cattedrale

La prima testimonianza scritta dell’arazzo si trova nell’inventario della Cattedrale di Bayeux del 1476, quindi l’idea che l’arazzo fosse stato commissionato per la cattedrale nell’XI secolo è da sempre la spiegazione più semplice.

Il professor Norton spiega: “Questa proposizione generale può ora essere confermata dall’evidenza specifica che la struttura fisica e narrativa dell’arazzo si adatta perfettamente alla navata della cattedrale dell’XI secolo“.

Norton ha combinato le misure della moderna Cattedrale di Bayeux con quelle che si evincono dai documenti storici, per determinare con precisione le misure della navata della cattedrale originale. Confrontando le dimensioni dell’architettura con quelle della tela, modificate nei secoli a causa del restringimento del materiale e delle parti mancanti, è riuscito a comprendere come questa si sarebbe adattata perfettamente alle pareti nord, ovest e sud della navata, terminando poco prima del Pontile-tramezzo della cattedrale (la parte centrale che solitamente ospita il coro).

Il risultato dello studio non è soltanto la soluzione a un mistero secolare, ma fornisce anche la precisa indicazione per l’esposizione della tela. Questa potrebbe infatti essere data in prestito dalla Francia al Regno Unito, ed esposta secondo lo schema pensato originariamente:

Disposta sui tre lati di uno spazio rettangolare

Oggi il Museo di Bayeux, dove la tela è conservata in pianta stabile dal 1983, la mostra a ferro di cavallo, ma in passato fu esposta annualmente nella navata della cattedrale cittadina, esattamente il luogo per il quale era stata originariamente pensata.

Con la soluzione al mistero della destinazione originale potrebbe sciogliersi con certezza anche un altro dubbio, quello legato al committente dell’opera. L’arazzo fu pensato per “calzare” perfettamente alle navate della Cattedrale di Bayeux, e il committente si sospetta da moltissimo tempo essere Oddone, fratellastro di Guglielmo il Conquistatore e Vescovo di Bayeux.

Citando Agatha Christie: “Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova“. Se si aggiungesse un terzo elemento alla storia dell’arazzo l’enigma potrebbe considerarsi risolto…

Sotto, un video mostra l’arazzo di Bayeux animato:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...