Non sappiamo chi fosse né cosa facesse nella sua vita, ma di una cosa siamo assolutamente certi:

Voleva essere sicuro/a di riuscire a parlare nell’aldilà

La mummia scoperta in questi giorni a Taposiris Magna, una città a circa 50 chilometri da Alessandria d’Egitto, è di quelle che lasciano senza fiato gli appassionati di egittologia di tutto il mondo, ma non è un unicum. Essa presenta una lingua d’oro che gli storici spiegano essere qualcosa di già visto, uno stratagemma che gli antichi imbalsatori egiziani utilizzavano per garantire al morto di presentarsi di fronte ad Osiride con la certezza di avere i mezzi per esprimere i propri pensieri, e da qui una lingua d’oro.

La mummia con la lingua d’oro, fonte Ministero della Antichità Egiziane:

Durante gli scavi, condotti da un team di archeologi egiziani e provenienti dalla Repubblica Dominicana, sono state rinvenute in tutto 16 sepolture contenenti innumerevoli tesori, ma il ritrovamento più “curioso” è quello legato alla lingua d’oro.

Una delle maschere rinvenute nel sepolcro, fonte Ministero della Antichità Egiziane:

Le tombe risalgono al periodo immediatamente successivo all’ultima esponente dei faraoni egizi, Cleopatra, e alla conquista dell’Egitto da parte dell’Impero Romano. Coeve al regno di Ottaviano, si trovano in una zona sacra caratterizzata da tombe scavate nella roccia, nella quale, durante alcuni scavi precedenti, erano state trovate delle monete d’oro con l’effigie della regina che perse la sua battaglia contro il celebre Augusto.

Ritratto rinvenuto in una delle tombe, fonte Ministero della Antichità Egiziane:

Taposiris Magna è una città relativamente recente per l’antico Egitto. Fondata dal faraone Tolomeo II Filadelfo tra il 280 e il 270 a.C., il nome significa “grande tomba di Osiride”, che Plutarco identifica con un tempio della città.

Ritratto rinvenuto in una delle tombe, fonte Ministero della Antichità Egiziane:

L’insediamento sorge a poca distanza da Alessandria, la celebre città fondata da Alessandro Magno nel 332 a.C., e divenne il fulcro della festa religiosa dedicata a Khoiak.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...