Una missione giapponese-egiziana, diretta dal professor Nozomu Kawai dell’Università di Kanazawa, ha recentemente scoperto una catacomba romana risalente al 1° o al 2° secolo d.C. durante alcuni scavi sulla scarpata rocciosa orientale dell’altopiano di Saqqara.

Kawai ha spiegato che questa particolare zona non era mai stata esplorata dagli archeologi, e che la catacomba è costituita da una struttura in mattoni di fango a volta con una scala che conduce all’ingresso, e una camera scavata nella roccia. Il sepolcro presenta anche una nicchia con una stele che raffigura le divinità Sokar, Thoth e Anubi, sotto la quale è presente un’iscrizione greca di due righe.

Kawai suggerisce che la stele sia stata riutilizzata, e che l’iscrizione in greco costituisca un’aggiunta successiva alla prima realizzazione. Di fronte alla stele sono state rinvenute cinque statuette in terracotta di Iside-Afrodite, piccole rampe romane e vasi di ceramica. La missione ha anche trovato una coppia di statue a guardia del sepolcro con le fattezze di leoni, due opere che misurano 55 cm di lunghezza, 33 cm di altezza e 19 cm di larghezza.

La camera scavata nella roccia oltre il cancello d’ingresso è costituita da una lunga sala di circa 15 metri di lunghezza e 2 metri di larghezza, con piccole camere scavate sulle pareti laterali.

Nella camera scavata nella roccia è stata trovata una grande statua in terracotta di Iside-Afrodite, alta circa 58 centimetri

Oltre ai reperti scultorei sono state rinvenute anche numerose mummie. Kawai ha aggiunto che questa è la prima catacomba di epoca romana scoperta a Saqqara, e che gli oggetti al suo interno mostrano una chiara commistione di stile fra egizio e romano.

Al di fuori della catacomba, il team ha trovato una serie di semplici sepolture, probabilmente risalenti al periodo romano e al periodo copto, insieme a una parte di una tomba monumentale del tipo mastaba in mattoni di fango che potrebbe risalire al periodo protodinastico (3150 a.C. – 2686 a.C.) o all’Antico Regno (2700 a.C. ed il 2192 a.C).

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...