Capita a volte che straordinarie scoperte avvengano quasi per caso, come è successo a Vittoria Dall’Armellina, dottoranda presso l’Università di Venezia Ca’ Foscari.

Dall’Armellina ha scoperto una delle spade considerate tra le più antiche al mondo, senza andare a cercarla. Il manufatto era lì, esposto in una teca di un museo non troppo conosciuto, il Museo dell’isola di San Lazzaro degli Armeni.

San Lazzaro degli Armeni

Immagine di Anton Nosik via Wikipedia – licenza CC BY 3.0

Vale la pena spendere due parole su questo minuscolo isolotto della laguna, dove sorge un unico edificio, il monastero che accoglie monaci armeni dell’ordine dei Mekhitaristi. Nel 1717 la Repubblica di Venezia concesse quell’isolotto, ormai abbandonato, ad alcuni monaci armeni in fuga dall’invasione turca.

Prima di loro, nel IX secolo ci avevano vissuto dei frati benedettini, e poi i lebbrosi (XII secolo) che lì venivano isolati, fino a diventare un rifugio per poveri e ammalati nel ‘500, e poi, nel ’600, per i frati domenicani espulsi da Creta.

I monaci armeni trasformarono l’isola abbandonata in uno dei principali centri di studio al mondo sulla cultura del loro paese. Nel museo sono custoditi reperti storici acquisiti nel corso dei secoli, e proprio fra questi si trovava la spada individuata dalla ricercatrice in una teca che ospita oggetti medioevali.

Fonte immagine: Ca’ Foscari. Fotografia di Andrea Avezzù

Grazie ai suoi precedenti studi, Dall’Armellina ha capito che quella spada non aveva l’aspetto di un manufatto medievale, ma somigliava piuttosto a quelle che sono considerate le spada più antica del mondo, trovate in Anatolia orientale, nel Palazzo Reale di Arslantepe, 9 spade datate a cinquemila anni fa. In seguito a quella scoperta venne individuata un’altra spada simile, che era conservata nel Museo Tokat, in Turchia.

Fotografia di Andrea Avezzù:

L’arma individuata da Dall’Armellina non era catalogata tra gli oggetti appartenenti al Museo, e quindi è iniziato un appassionante lavoro di ricerca per capire come la spada fosse finita a San Lazzaro. Consultando gli archivi si è scoperto che la spada è arrivata a Venezia non molto tempo fa, a metà del 19° secolo, regalata da un collezionista d’arte insieme ad altri oggetti provenienti da un luogo vicino a Trebisonda, Kavak.

Padre Serafino Jamourlian e Vittoria Dall’Armellina

Fonte immagine: Ca’ Foscari. Fotografia di Andrea Avezzù

A sancire l’eccezionalità della scoperta sono poi arrivati i risultati sull’analisi della composizione metallica della spada, forgiata in rame arsenicato, una lega dov’era presente anche una modesta quantità di arsenico del tutto simile alle spade di provenienza turca già identificate.

Fotografia di Andrea Avezzù:

La professoressa Ivana Angelini, dell’Università di Padova, in collaborazione con il CIBA, ha effettuato le analisi del materiale, e gli studiosi sono stati in grado di supporre che la spada risalga al 3.000 a.C. circa, proveniente da una zona dell’Anatolia Centrale.

La datazione, che non può essere effettuata con le analisi scientifiche in quanto il reperto è in metallo, viene effettuata per somiglianza con le altre spade turche. Alcune di queste è infatti stata scoperta in uno scavo archeologico del quale è stato possibile datare il terreno nel quale i reperti erano sepolti.

Fotografia di Andrea Avezzù:

Rimane da stabilire la funzione dell’arma: era una spada usata con funzione offensiva, o si trattava di un oggetto cerimoniale, oppure apparteneva a un corredo funebre? L’antico manufatto non ha ancora svelato tutti i suoi segreti…

Tutte le fotografie sono scattate da Andrea Avezzù e condivise con il permesso dell’autore. Si ringrazia la Dottoressa Vittoria Dall’Armellina per la disponibilità e la chiarezza della spiegazione.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.