Un team di archeologi, composto da componenti egiziani e spagnoli, ha recentemente scoperto la mummia di una ragazza adorna di splendidi gioielli, incluse perline e orecchini in rame. L’adolescente aveva soltanto 15 o 16 quando morì durante la XVII dinastia (1580/1550 a.C.), e fu sepolta con un paio di scarpe in cuoio, anelli, collane e amuleti e moltissimi altri manufatti di grande interesse per gli egittologi di tutto il mondo.

Prima di essere scoperta, la mummia della ragazza stava riposando nella necropoli di Draa Abul Naga a Luxor, e lo stato di conservazione non era perfetto, anzi, il corpo era molto deteriorato.

In un orecchio aveva due orecchini a spirale rivestiti con una sottile foglia di rame, mentre alle dita aveva due anelli e al collo ben quattro collane. Un anello era fatto di osso mentre l’altro era di metallo con una perlina in vetro blu incastonata al suo interno. Le quattro collane erano unite da una ceramica smaltata realizzata a mo’ di fermaglio.

Così come per gli anelli, anche ogni collana era unica. Una di queste è lunga 70 centimetri ed è fatta con perle sferiche che si alternano fra blu e scure. Un’altra è lunga 62 centimetri ed è fatta di perle di vetro e ceramica verde.

La terza collana, un tesoro anche per la gioielleria odierna, è lunga 61 centimetri e composta di 74 pezzi fra cui perle di ametista, una corniola, ambra, vetro blu e quarzo, oltre a due scarabei e cinque amuleti di ceramica. La quarta collana venne realizzata con diverse file di perle di maiolica, che sono annodate insieme ad entrambe le estremità con un anello.

La bara è lunga 1,75 metri e fu scolpita da un tronco d’albero di sicomoro. Al momento della sepoltura era dipinta di rosso, ma oggi il pigmento è totalmente svanito.

Accanto al sarcofago della ragazza è stata trovata una piccola statua, un figurina funeraria in legno chiamata “Ushabti”, avvolta in quattro bende di lino. La figurina e una delle bende erano scritte in ieratico (un antico testo corsivo egiziano) con il nome del proprietario: “Osiride, Djehuty”.

Il team di scavo ha anche trovato un paio di sandali di cuoio e palline in cuoio legati insieme con una corda, anch’essi datati al periodo della XVII dinastia. I sandali sono in buono stato di conservazione e mostrano immagini del dio Bes, della dea Taweret, una coppia di gatti, uno stambecco e una rosetta.

I sandali, dipinti in rosso, hanno consentito di risalire al sesso della mummia, che secondo gli archeologi era una donna proprio a causa delle decorazioni e della loro dimensione.

 

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...