L’imperatrice Elisabetta di Baviera, comunemente conosciuta come “Sissi”, nacque la vigilia di Natale del 1837 e morì assassinata alla fine del secolo. Probabilmente, in un’epoca come la nostra, la sua totale dedizione alla bellezza, all’esercizio fisico e alla dieta ne avrebbero fatto un fenomeno social, magari su Instagram. Nonostante allora gli smartphone, i social network e internet non esistessero, Sissi riuscì ad attrarre su di sé le attenzioni di tutta Europa per la sua bellezza, contrapposta alle “matrone” dell’epoca, spesso neanche trentenni, che avevano una forma fisica non proprio invidiabile.

Imperatrice dal 1854, sposa di Francesco Giuseppe I d’Austria, la sua grazia costituì da subito un marchio di fabbrica. Le sfortunate vicende familiari e lo stress della corte resero Sissi una donna maniacalmente soggetta al culto della propria forma, forse un modo per fuggire ai pettegolezzi viennesi.

I Capelli

La prima “rivoluzione” estetica furono i lunghissimi capelli castani, che si dilungavano sino alle caviglie. Il rituale per la loro cura era un lavoro a tempo pieno, e infatti venne assunta una parrucchiera professionista, Fanny Angerer, ex parrucchiera del Burgtheater di Vienna, per assisterla quotidianamente. Ogni mattina Fanny veniva chiamata a lavorare sui capelli dell’imperatrice, sfiorando, intrecciando e combinando le chiome in elaborati acconciature che sarebbero diventate il fulcro dei discorsi di tutta Europa.

Famosa l’acconciatura a “corona”, con grandi trecce raccolte sopra la nuca, imitata dalle aristocratiche dell’epoca

Fanny non venne assunta immediatamente, e usò la dipendenza dell’imperatrice a proprio vantaggio. Inizialmente si concesse con facilità, ma quando veniva offesa si assentava per diversi giorni, lasciando al suo posto un altro parrucchiere. Come Sissi affermò: “Dopo diversi giorni di un altro parrucchiere, sono piuttosto stanca. Lei lo sa e aspetta la mia supplica. Sono schiava dei miei capelli“. Alla fine, Fanny ottenne il titolo di parrucchiera imperiale, insieme a uno stipendio di 2.000  fiorini l’anno, una somma esorbitante per l’epoca.

Lo stipendio di Fanny era però ben guadagnato

Dopo ogni sessione con la Principessa, la parrucchiera doveva portare fuori una ciotola d’argento con i capelli che erano stati rimossi. Per dimostrare alla padrona che non le venivano asportati un numero eccessivo di capelli, e che la sua chioma era mantenuta forte e in salute, aveva nascosto sotto al proprio grembiule un pezzo di nastro adesivo, nel quale raccoglieva numerosi capelli.

L’operazione di lavaggio, secondo il biografo di Sissi, Ludwig Merkle, occupava una giornata intera. I capelli venivano lavati una volta ogni tre settimane con una miscela composta, fra le altre cose, da uova crude e brandy. Naturalmente all’epoca non esistevano gli asciugacapelli, e la principessa asciugava quell’ammasso enorme passeggiando per ore con indosso una vestaglia impermeabile.

Una capigliatura tanto immensa aveva anche un peso considerevole, e infatti la principessa soffriva di frequenti emicranie, curate restando a letto e sollevando alcune ciocche con dei nastri.

La Pelle e la Forma Fisica

La pelle era la seconda ossessione di Sissi. Per allontanare lo spettro delle rughe cercò a lungo diverse miscele per la maschera facciale perfetta. Durante la maturità ne adottò diverse in base ai momenti della giornata. Due in particolare sono rimaste famose. La prima era a base di fragole tritate, mentre la seconda, per la notte, a base di carne di vitello cruda.

Le cure di capelli e pelle erano strazianti, ma l’esercizio della forma fisica era un’imposizione spartana probabilmente senza eguali nella storia dei regnanti europei. Famose le camminate quotidiane, di circa 7/8 ore, l’esercizio della scherma, l’equitazione, i pesi, la ginnastica libera e via discorrendo. E’ interessante inoltre notare, come scritto da Brigitte Hamann, che:

Nel diciannovesimo secolo, in cui donne trentenni erano già viste come placide matrone, specialmente quando avevano avuto molti figli, l’imperatrice Elisabetta fu un fenomeno straordinario

La dieta spietata e l’esercizio fisico aiutarono Sissi a infilarsi in uno degli oggetti più alla moda dell’abbigliamento del XIX secolo: il corsetto, che le ridusse una vita già minuscola alla misura di 49 centimetri circa.

Con un po’ di presunzione e amor proprio, Sissi ingannò la vecchiaia finché ebbe vita

Il 10 settembre 1898, l’allora imperatrice sessantenne era in attesa di una nave a vapore a Ginevra, in Svizzera, quando venne pugnalata con una lima da un anarchico italiano, Luigi Lucheni. Sissi si accasciò a terra, ma riuscì a rimettersi in piedi e a raggiungere il ponte della nave, prima di perdere conoscenza e cadere fra le braccia della contessa Sztáray. La nave tornò indietro e l’imperatrice fu portata nel suo albergo, dove morì.

Solo allora la sua dama di compagnia e i presenti compresero la dimensione delle ferite che l’anarchico era riuscito a infliggere

La sottile lima di metallo con la quale era stata pugnalata raggiungeva il cuore e i polmoni, e il ventricolo sinistro risultava perforato. Come avesse fatto la donna a cadere, rialzarsi e raggiungere il ponte della nave, rimanendo cosciente per diversi minuti, è quasi un mistero. Forse, grazie all’eccezionale forma fisica e al corsetto, la donna non era morta immediatamente dissanguata, come sarebbe accaduto a chiunque altro.

Di Sissi e della sua maniacale passione per la bellezza rimane molto ancor oggi nella cultura dell’estetica globalizzata. Se pensiamo a una regina sua (quasi) coetanea, la Regina Vittoria, risulta evidente la differenza di forma fisica e l’attenzione all’apparenza che contraddistinse l’Imperatrice Austriaca.

Categorie: Moda e Costume

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...