Sarah Biffen: la miniaturista Vittoriana senza Braccia

Sarah Biffen fu una donna che nacque alla fine dell”800 e visse l’alba della lunghissima epoca vittoriana. Sarah era nata “senza braccia e con un abbozzo di gambe”, come fu scritto all’epoca, eppure divenne una famosa miniaturista grazie alla sua volontà di ferro. Prima di parlare di Sarah, però, è bene dare qualche notizia sulla sua terribile malattia congenita: la focomelia. Conosciuta fin dall’antichità, fortunatamente poco diffusa, ancor oggi le cause che la scatenano non sono ben note.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Le ossa degli arti non si sviluppano nel feto, o si sviluppano parzialmente, nei casi più gravi sono presenti mani e piedi abbozzati attaccati alla spalla e al bacino e da qui il nome, che dal greco φώκη, «foca», e μέλος, mélos, significa “arti da foca”.

Autoritratto 1821

La focomelia divenne tristemente famosa alla fine degli anni ’50 e inizio ’60 quale conseguenza del Talidomide, un medicinale anti nausea e antiemetico, commercializzato con il nome di Contergan, che se assunto tra il 34° e il 50° giorno di gravidanza fra gli effetti indesiderati più gravi può provocare la focomelia. A causa di questo effetto collaterale circa 20.000 bambini in tutto il mondo, soprattutto in Germania, nacquero affetti da focomelia, ribattezzati dai mass media come “figli della talidomide”.

Ma ora, torniamo alla nostra miniaturista. Sarah Biffen (o Biffin o Beffin) era nata a East Quantoxhead nel 1784 in una famiglia di contadini. I suoi genitori furono sicuramente ammirevoli nel tenerla con loro insieme ai 5 fratelli, molti altri genitori dell’epoca l’avrebbero abbandonata al suo destino facendola morire. Sarah viene descritta nei primi documenti come “senza braccia e con un abbozzo di gambe” ma la ragazza aveva certamente un accenno di braccia, come si vedrà dalle testimonianze successive. La sua altezza da adulta era di 94 centimetri.

Uno dei primi autoritratti

Occuparsi di lei doveva essere certamente molto gravoso in una famiglia senza mezzi dove tutti dovevano rendersi utili e guadagnare, così a 12 anni venne affidata in a Emmanuel Dukes, un uomo di spettacolo che la esibiva nelle fiere.

Dukes e la moglie erano fortunatamente brave persone, Sarah viveva con loro come parte della famiglia, le insegnarono a leggere e a scrivere e lei imparò, grazie alla sua grande forza di volontà, a pettinarsi e perfino a cucire e a usare le forbici, tanto da arrivare a confezionarsi da sola gli abiti. Sarah era una grande attrazione nelle fiere, si pagava un biglietto per vederla ma Dukes, per aumentare i profitti e per dividerli parzialmente con Sarah, le insegnò a dipingere con la bocca.

Locandine pubblicitarie di Sarah nelle fiere

La giovane pittrice iniziò a ritrarre paesaggi e scenari campestri e il pubblico, meravigliato di tanta capacità, iniziò ad acquistarli per 3 ghinee l’uno, e Dukes pagava a Sarah 5 sterline l’anno. L’impresario proponeva anche una scommessa agli scettici visitatori: avrebbe pagato 1000 ghinee se Sarah non fosse riuscita a dipingere, scrivere, cucire usando “prevalentemente” la bocca.

Alla fiera di San Bartolomeo, nel 1808, Andrew Douglas, Conte di Morton, notò l’incredibile capacità della ragazza e incredulo, pensando a qualche raggiro, le ordinò un ritratto. Fra una seduta e l’altra, non credendo alle parole di Dukes, portava con sé a casa l’opera. Alla fine, stupefatto, si convinse della straordinaria abilità di Sarah.

Il Conte la prese sotto la sua ala, le fece dare lezioni private dal pittore William Marshall Craig della Royal Academy of Arts dove Sarah, dopo tanto studio, riuscì infine ad essere ammessa. Nel 1816 il contratto con Dukes finì, e la ragazza fu legalmente libera di dedicarsi completamente alla pittura.

Il successo e la fama arrivarono nel 1821 quando Sarah ricevette la medaglia d’argento dell’Accademia Reale come miniaturista, le sue opere vennero esposte sia in accademia sia in mostre d’arte e lei riuscì ad aprirsi uno studio tutto suo a Londra. Il Conte di Morton presentò le opere della sua pupilla a corte, e arrivarono nuove commissioni importanti dalle famiglie nobili e in vista dell’Inghilterra dell’epoca.

Miniatura di gentildonna

Il 6 settembre 1824 Sarah sposò tale William Wright. Esiste una cronaca del suo matrimonio dove si racconta che lo sposo toccò la sua spalla con l’anello e lo infilò poi in una catena che le mise al collo. Purtroppo il matrimonio non fu felice e i due si separarono dopo poco. Nel 1829 Sarah si trasferì a Brighton dove viveva Maria Fitzherbert, moglie morganatica di re Giorgio IV, della quale Sarah fece alcune miniature.

1839 Edoardo Duca di Kent

Il Reverendo Edward Boys Ellman conobbe la pittrice a Brighton, quando le sue cugine andarono a lezione di pittura da lei, e la descrive così nel suo libro “Recollection of a Sussex parson” (Ricordi di un Pastore del Sussex) : “Una donna dall’aspetto pesante, indossava sempre un turbante ed era sempre seduta su un divano. Il pennello era appuntato a una grande manica a sbuffo che copriva il corto moncone della parte superiore del braccio. Fissava e staccava il pennello con i denti, quando era necessario lavarlo. Quando dipingeva piegava la spalla destra in avanti, quasi a toccare il tavolo. Dichiarava di essere avvantaggiata rispetto a chi ha le braccia, perché sicuramente era più facile dipingere con un pennello corto che con un bastone lungo”.

Il reverendo ricorda anche che Sarah aveva un servitore che la portava in braccio ogni volta che doveva muoversi.

Autoritratto 1830

Sarah infatti non era in grado di camminare, ma doveva essere una donna eccezionale e con un enorme “sense of Humor”, tanto da dipingere anche una miniatura con un autoritratto dai tratti umoristici, quasi una caricatura, uno sberleffo alla sua disabilità.
Sarah lasciò improvvisamente Brighton per i debiti contratti, il suo “sponsor” Conte di Morton era morto nel 1827 e, senza il suo supporto e con la separazione dal marito era ormai ridotta in miseria.

1848 Regina Vittoria

Successivamente riuscì a sopravvivere grazia a una piccola pensione concessale da Re Giorgio IV che le venne riconosciuta per tutta la vita, anche se l’assegno non doveva essere gran cosa, dato che si trasferiva spesso lasciando poi la città per problemi di insolvenza.

Miniatura di bambina

Nel 1839 dipinse Edoardo Duca di Kent, basandosi sul dipinto di George Dawe, su commissione della Regina Vittoria che desiderava una miniatura del padre, miniatura che si trova ancora nelle collezione reale.

Autoritratto del 1842

Nel 1841 era a Cheltenham che lasciò per trasferirsi a Liverpool, dove nel 1847 versava in un uno stato di tale miseria che Richard Rathbone, un noto filantropo, aprì una sottoscrizione per aiutarla. Sarah scrisse chiedendo aiuto anche a Charles Dickens, che aveva narrato di lei in molti romanzi e novelle, ma l’autore di “Canto di Natale” non fu mai famoso per essere un filantropo, e anche in questo caso non si smentì.

Dipinto del 1812

Furono in molti gli scrittori a parlare di lei, e spesso la sua disabilità venne trattata in modo denigratorio. Sarah era comunque una donna molto forte e, nonostante tutto, sicura di se stessa. Non se la prese a male neppure quando, nel 1844, dopo un invito a teatro, si dimenticarono di portarla a casa. Venne trovata dopo ore dal custode che chiudeva tranquillamente seduta ad aspettare.

1815 Miniatura di gentildonna

Col passare degli anni la curiosità rispetto a Sarah si affievolì e le sue miniature non furono più molto richieste, ma la pittrice continuò a lavorare fino a pochi giorni prima di morire, a Liverpool, il 2 ottobre 1850. Venne sepolta in città, nel cimitero di St. James.

In Italia Sarah Biffen è praticamente sconosciuta, ma nei paesi anglosassoni è discretamente nota. Le sue miniature dopo più di un secolo di oblio sono ora ricercate e collezionate e raggiungono nelle aste cifre ragguardevoli, anche totalmente inaspettate, come la sua miniatura autoritratto, forse la sua opera più bella, dove si può vedere il pennello fissato alla manica, che contro una stima di 800-1200 sterline fu battuta per ben 137 mila nel 2019.

Miniature vendute all’asta da Christie’s

Sarah visse molte vite, da fenomeno da baraccone a pittrice di nobili inglesi sino a tornare in una condizione di indigenza. Chissà se, come lei stessa affermò, fu davvero più fortunata di altri pittori nell’essere affetta da Focomelia.

Giovanna Francesconi

Amo la storia, e le storie dietro ad ogni persona o oggetto. Amo le cose antiche e non solo perché ormai ne faccio parte pure io, ma perché la verità è la figlia del tempo.