Rouen, capoluogo della Normandia, ha una storia lunga da raccontare: fu fondata da una battagliera tribù celtica, che però finì sottomessa dai Romani di Cesare. Poi arrivarono i barbari dalla Germania, e dopo ancora i Vichinghi dalle terre del Nord. Tra alterne vicende, Rouen fu un ducato sottomesso alla corona francese, poi un territorio libero e florido, governato dai Duchi di Normandia, che nel 1066 divennero anche sovrani d’Inghilterra, grazie a Guglielmo il Conquistatore.

In Copertina: Salomè di Jean Benner, olio su tela del 1899, immagine via Wikipedia.

Passando alternativamente sotto il dominio dei Re di Francia e d’Inghilterra, Rouen fu protagonista di molti importanti eventi storici: proprio qui, sulla piazza della città, fu arsa sul rogo come eretica Giovanna d’Arco, mentre nella stupenda Cattedrale di Notre Dame è conservato il cuore di Riccardo Cuor di Leone.

La città, che conserva ancora numerose antiche abitazioni medioevali con struttura a graticcio, è incantevole, tanto da essere chiamata Ville Musée (Città museo), ma l’attrazione principale è la Cattedrale di Notre Dame de Rouen, in stile gotico normanno, costruita là dove erano già sorti altri edifici religiosi, fin dai tempi della più antica cristianità. Innumerevoli statue e decorazioni ornano le facciate esterne, anche con personaggi che non ti aspetti, come la principessa Salomè.

Portale di Saint-Jean

Fonte immagine: Wikipedia – Giogo – licenza CC BY-SA 3.0

Tra una folla di statue dall’aspetto grave, Salomè spicca per l’atteggiamento giocoso: balla sulle mani una danza che ricorda il moderno hip-hop o la breakdance, mentre intorno a lei si svolge un banchetto. Evidentemente, anche nel medioevo, la storia di Salomè affascinava a tal punto da riservarle una posto sul timpano del portale di Saint-Jean, dedicato alla vita di San Giovanni Battista.

Portale di San Giovanni – Particolare

Particolare tratto da immagine Wikipedia – Giogo – licenza CC BY-SA 3.0

Ma chi era Salomè?

Salomè era una principessa giudaica del 1° secolo, ricordata nei vangeli di Marco e Matteo, una cattiva ragazza responsabile del martirio di San Giovanni Battista, da sempre esempio delle tentazioni della carne. Il suo patrigno era ossessionato dall’idea di sedurla, mentre la ragazza era innamorata del futuro santo, Giovanni il Battista, che ebbe l’impudenza di sottrarsi a un suo bacio, senza tenere in considerazione le conseguenze del proprio rifiuto.

Salomè – Olio su tela di Henry Regnault

Immagine di pubblico dominio

La madre di Salomè era la principessa Erodiade, non proprio un esempio di virtù, almeno secondo la legge ebraica: aveva lasciato il marito Erode Filippo, padre di Salomè, per andare a vivere con il cognato (fratello del marito), Erode Antipa. Giovanni il  Battista criticò aspramente la nuova coppia, per quell’unione ritenuta oltraggiosa. Quando poi si permise di respingere Salomè, decretò la sua fine.

Lydia Borelli nelle vesti di Salomè – fotografia di Nunes Vais

Immagine di pubblico dominio

Probabilmente, i rapporti fra madre e figlia non erano proprio sereni, considerando la passione che Erode nutriva per la figliastra/nipote. Tuttavia, i passi del vangelo che raccontano la storia della principessa, la nominano sempre come “figlia di Erodiade”, e mai per nome, quasi fosse solo uno strumento della volontà della madre, questa sì mostrata in tutta la sua perfidia.

Salomè – Olio su tela del Guercino

Poco tempo dopo la disavventura del bacio negato, Erode chiese alla figliastra di danzare per lui, durante i festeggiamenti per il suo compleanno. In cambio promise di ricompensarla con ciò che più desiderava.

“…La figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle tutto quello che avesse domandato”.

Fu allora che Erodiade suggerì alla figlia di chiedere la testa di Giovanni il Battista, che la ragazza volle su un piatto d’argento, unica espressione della propria volontà: non voleva sporcarsi le mani con il sangue dell’uomo che grazie a lei sarebbe divenuto santo, o forse, le faceva orrore toccare un così macabro trofeo.

Erodiade – Olio su tela di Paul Delaroche

Immagine di pubblico dominio

Erodiade era riuscita a ottenere tre risultati: la morte dell’uomo che l’aveva criticata; mettere in cattiva luce Erode, responsabile della morte di un profeta molto amato, perché in qualche modo le preferiva la figlia; caricare la giovane Salomè di un peso difficile da sopportare.

La danza di Salomè davanti al re e alla sua corte viene raccontato come un evento scandaloso, dove il male assume l’aspetto seducente di giovane ragazza, che poi farà una brutta fine. Molte leggende si sono accavallate sulla sua morte, ma in tutte Salomè viene inghiottita, o dall’acqua o dalla terra, ma sempre con la testa che si stacca dal corpo.

Theda Bara interpreta Salomè

Immagine di pubblico dominio

Forse proprio per l’incertezza che aleggia sulla sua fine, la figura di Salomè è da sempre ammantata da un misterioso fascino, che ha ispirato prima pittori, musicisti e scrittori, e poi registi e sceneggiatori teatrali e cinematografici.

Stupefacente invece che sia rappresentata a fare una verticale, su un edificio religioso così importante come la Cattedrale di Rouen. La principessa, che viene ricordata in maniera ambivalente, talvolta come vittima, talvolta come scandalosa seduttrice, potrebbe trovare il suo riscatto morale con un’interpretazione già prospettata agli albori del movimento femminista: una giovane donna “molestata”, che pensa di affermare la sua volontà chiedendo la testa di un uomo su piatto d’argento.

Peccato che fosse la testa sbagliata…

Categorie: Storia

Annalisa Lo Monaco

Annalisa Lo Monaco

Appassionata di arte, romanzi gialli e storia, ha scoperto che scrivere può far viaggiare tutto il mondo da una sedia!