Durante il mio viaggio nell’Area di Alienazione (di cui potete trovare il report completo nell’articolo dedicato), ho avuto l’opportunità di conoscere Andrej, un ragazzo che lavora come guida in quei luoghi, ma che ha iniziato la sua carriera come s.t.a.l.k.e.r.. Una sera, armata del mio fidato registratore, abbiamo fatto una breve intervista, forse più una conversazione, ma di quelle che sicuramente non capitano tutti i giorni.

In seguito, Andrej è stato così cortese da mandarmi un po’ di foto dal suo archivio personale.

Il gruppo di viaggio con Andrej, durante l’escursione alla centrale nucleare:

Eugenia Varaldo: Innanzitutto, grazie per aver accettato di condividere la tua storia. Raccontami qualcosa di te e di quello che fai nella vita.

Andrej: Mi chiamo Andrej, ho ventidue anni e vivo a Kiev. Ho studiato all’Istituto Politecnico di Kiev, sono ingegnere, ma non ho mai svolto quella professione perché è estremamente noiosa.

E.V. Ma non guadagneresti di più a facendo l’ingegnere?

Andrej: Lavorare come ingegnere in Ucraina è praticamente impossibile, soprattutto è impossibile guadagnare bene con questa professione. Ma questo è secondario. La cosa più importante per me è la motivazione, non riuscirei ad alzarmi tutte le mattine per fare un lavoro che non mi piace, non fa parte di me.

E.V. Quindi hai iniziato a fare lo stalker, ma esattamente questa parola che significa?

Andrej: E’ un acronimo, significa “Scavengers, Trespassers, Adventurers, Loners, Killers, Explorers, Robbers” (tradotto: Sciacalli, Trasgressori, Avventurieri, Lupi solitari, Killers, Esploratori, Ladroni).

E.V. Quanti anni avevi quando hai iniziato?

Andrej: Avevo solo 17 anni.

E.V. Ma quindi, come hai iniziato? E soprattutto perché?

Andrej: Per tutta la vita ho sempre letto racconti sulle apocalissi nucleari, zombie e similari. Quando ero alle superiori ho iniziato ad arrampicarmi sui tetti di Kiev e, al primo anno di università, con i miei amici, abbiamo deciso di addentrarci nell’Area di Alienazione. Tutto qui. Siamo andati là, poi un altro paio di volte, così col tempo passato qui e con l’esperienza che ho acquisito, sono diventato una guida.

E.V. Come entrate nell’Area di Alienazione senza farvi vedere dalla polizia?

Andrej: – tira fuori il cellulare e mi mostra il confine dell’Area di Alienazione – Questa è la via più breve, nonostante l’entrata sia vicina al posto di blocco. Si può entrare tramite i buchi presenti nelle recinzioni, pregando che la polizia non ti scopra proprio all’inizio. Comunque è solo una delle centinaia di entrate che si possono trovare. Questa è quella più a sud.

È la via più facile da percorrere, il sentiero passa attraverso campi, foreste, villaggi abbandonati e zone della linea elettrica. Più o meno per arrivare nel centro di Pry’pjat sono 64 chilometri, c’è chi ci mette più tempo, chi meno.

E.V. Ma voi stalker comunicate tra di voi come un gruppo unico o, preferite agire come singoli?

Andrej: Si, ci conosciamo tra di noi, ho molti numeri di telefono di altre persone… E comunque, puoi trovare la persona che può fare al caso tuo chiamando uno, massimo due amici. Nella Zona Rossa cerchiamo di stare in piccoli gruppi di cinque, massimo sei persone, altrimenti le possibilità di essere presi crescono in modo esponenziale, soprattutto per il rumore che fai, più persone, più rumore, e soprattutto tracce. Come hai visto, soprattutto in inverno, è quasi impossibile nascondere le tracce, quando ti sei persa nella scuola ci hai ritrovato seguendo le orme che avevamo lasciato col gruppo.

E.V. Mi mostra altre foto dal suo cellulare

Qui ero con i miei amici a Kiev, senza la paura di essere arrestati.

Andrej con i suoi amici a Kiev

E queste invece sono foto che ho fatto nella Zona Rossa.

Andrej con i suoi amici nell’Area di Alienazione

Andrej con i suoi amici nell’Area di Alienazione#2

Andrej con i suoi amici nell’Area di Alienazione#3:

Andrej con i suoi amici nell’Area di Alienazione#4:

E.V. Vedo una tenda nelle tue foto, ma quindi vi stabilite anche per più giorni? Non avete freddo o paura degli animali di notte?

Andrej: Le bestie sono un gran bel problema, ma il freddo di più. Per questo cerchiamo di trovare un appartamento il più presto possibile.

Andrej ed i suoi amici accampati

Un rifugio temporaneo:

Appartamento?

Andrej: Si si, ne ho cambiati circa tre a Pry’pjat…

E.V. E come scegliete un appartamento?

Andrej: Effettivamente può essere qualsiasi appartamento, ma cerchiamo di seguire un paio regole di sopravvivenza: le finestre devono esser integre (per quanto possibile), il pavimento “abbastanza pulito” e, devono esserci le porte, certo non ti salvano dalla polizia, ma almeno ti riparano dal freddo e dalle bestie selvatiche. E poi, ovviamente devi controllare come sono le radiazioni dell’appartamento con il contatore geiger. È una delle cose più importanti. Ci sono sempre, ovvio, ma ad esempio in estate sono più “presenti”, in inverno meno perché il ghiaccio sigilla il terreno ed impedisce alle sospensioni di finire maggiormente nel tuo corpo quando respiri, o quando mangi…

Andrej ed i suoi amici nel loro appartamento occupato a Pry’pjat

Andrej ed i suoi amici nel loro appartamento occupato a Pry’pjat#2

Andrej ed i suoi amici nel loro appartamento occupato a Pry’pjat#3:

Andrej ed i suoi amici nel loro appartamento occupato a Pry’pjat#4:

Andrej ed i suoi amici nel loro appartamento occupato a Pry’pjat#5:

Andrej ed i suoi amici nel loro appartamento occupato a Pry’pjat#6:

Andrej ed i suoi amici nel loro appartamento occupato a Pry’pjat#7:

 
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E.V. Ma l’appartamento bruciato che abbiamo visto oggi era il tuo? L’ha bruciato la polizia?

Andrej: Si, era il mio appartamento, è solo una mia supposizione che l’abbia bruciato la polizia, forse sono stati loro, forse qualche ubriacone… Sfortunatamente non saprò mai la verità! Nel complesso era un buon appartamento, potremmo ripulirlo dalla polvere, trovare qualche altro mobile dagli appartamenti vicini… Vedremo…

Foto fatte da me all’appartamento di Andrej dopo che è stato bruciato

L’Appartamento Bruciato#2:

L’Appartamento Bruciato#3:

E.V. Quali rischi comporta, quello che fate?

Andrej: Al primo posto ci sono le radiazioni. Con i giri che faccio fare a voi gruppi, i rischi sono nettamente inferiori. Quando ti stabilisci nella Zona Rossa DEVI SEMPRE avere un contatore geiger con te, sarà il tuo migliore amico. Diciamo che la polizia o le forze militari sono il male minore perché almeno non ti ammazzano. Se vieni preso dalle autorità vieni schedato, dovrai sopportare una lavata di capo dai Servizi di Sicurezza Nazionale e dovrai “pagare” una multa di 510 grivnie (20$ più o meno). Poi c’è il problema degli animali selvatici, è uno dei fattori che non puoi minimamente prevedere. Se ti trovano i lupi o le linci mentre dormi in tenda non andrà a finire bene e, penserai che finire nelle mani della polizia forse non era la cosa peggiore. Ma gli animali attaccano raramente.

Contatori Geiger:

Contatori Geiger#2:

E.V. Quali sono i tuoi programmi futuri?

Andrej: Continuare a esplorare la Zona Rossa, girare per la città [Pry’pjat], godermi i panorami che puoi vedere dalle cime dei tetti, scappare dalla polizia e, soprattutto, godere delle emozioni che, solo questo posto dimenticato da Dio, può darmi.

Andrej con i suoi amici nella Zona Rossa

 
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Andrej con i suoi amici nella Zona Rossa#2:

Andrej con i suoi amici nella Zona Rossa#3:

Andrej con i suoi amici nella Zona Rossa#4:

Sotto, un video sopra un palazzo in cui viene usato il contatore Geiger:

Eugenia Varaldo
Eugenia Varaldo

Sono una studentessa di scienze della comunicazione. Durante il mio percorso scolastico al Liceo delle Scienze Sociali e Comunicazione ho avuto il piacere di vedere pubblicati una mia indagine nel libro “Nel Cibo La Vita”, ed un’intervista all’interno della raccolta de “I Quaderni Savonesi”. Vincitrice per due anni consecutivi del concorso letterario indetto dalla regione Liguria “Il sacrificio degli Italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia: mantenere la memoria, rispettare la verità, impegnarsi a garantire i diritti dei popoli”. Appassionata di occulto, paranormale ed arte funeraria dell’epoca vittoriana. Inguaribile nerd, con un amore per la fantascienza e Star Wars che dura da tutta una vita.