E’ stato battezzato “Rosie the Shark” ed è un esemplare di grande squalo bianco conservato in un serbatoio riempito di formaldeide in mostra al parco naturale “Wildlife Winderland” a Bass, nello stato di Victoria, in Australia. L’esemplare, lungo 5 metri, fu catturato e “ucciso umanamente” dalla famiglia Lukin nel 1998, quando rimase imprigionato nelle reti dell pesca ai tonni.

Secondo le leggi australiane, la famiglia Lukin dispose della proprietà della carcassa dell’animale, che venne venduta al Wildlife Wonderland di Bass. Lo squalo venne congelato e portato al centro, ma durante il tragitto nel camion frigo fu sequestrato dal governo dell’Australia del Sud per eseguirne l’autopsia.

In quei giorni era scomparsa una donna e si verificò che non fosse stata mangiata dallo squalo

Dopo aver aperto la pancia del pesce e averla riempita di dacron, lo squalo fu infine trasferito al parco. Per conservare l’animale si realizzò una vasca su misura riempita di formaldeide, un intervento che il fondatore del Wildlife Wonderland, John Matthews, definisce come “Un’enorme operazione logistica realizzata in collaborazione con il museo di Melbourne che ci costò la cifra di 500.000 dollari“.

Rosie the Shark fu vista da migliaia di visitatori sino al 2012, quando il Wildlife Wonderland chiuse i battenti a causa della mancanza di licenze e permessi. Da allora il parco abbandonato è stato preda di vandali, che rischiavano di creare un danno biologico di grandi proporzioni. La vetrina dello squalo deve infatti rimanere sigillata, per non disperdere i vapori tossici della formaldeide.

Sotto, il vetro della gabbia ormai completamente crepata:

Nel novembre 2018, un video pubblicato su Youtube dall’esploratore urbano Luke McPherson ha mostrato la teca della carcassa all’interno del parco naturale. Il video, diventato virale con milioni di visualizzazioni, ha stimolato numerosi altri vandali, che hanno preso d’assalto il parco abbandonato.

Il proprietario del “Crystal World e Prehistoric Journeys”, Tom Kapitany, è infine riuscito a far arrivare lo squalo al suo parco all’inizio del 2019, dove sarà maggiormente al sicuro dalla furia dei teppisti.

Il video dell’esplorazione:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...