Circondato da una fitta foresta, inerpicato su un blocco di dura roccia a torreggiare sulla vallata e affacciato su un burrone, il castello di Gropparello sembra uscito da un libro di fiabe.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Il fossato a secco dove un tempo scorreva il torrente di Verzeno garantiva una difesa naturale per questo maniero dell’Emilia Romagna, che sorge a meno di trenta chilometri da Piacenza. E il castello di Gropparello ha tutti i crismi di una fortezza medievale: dalla caditoia sul mastio da cui veniva gettata la pece bollente, alle feritoie attraverso cui gli arcieri scagliavano i loro dardi, alle prigioni sotterranee e al pozzo del taglio dove venivano gettati i nemici.

Castello di Gropparello. Fotografia di Massimo Telò condivisa con licenza Creative Commons 3.0 via Wikipedia:

Tuttavia, nel suo cortile interno si può ammirare una bellissima terrazza di pietra che ricorda il balcone di Giulietta a Verona; questo particolare romantico, unito a una collinetta di pietra che, proprio di fronte a esso, sale fino alla sommità delle mura, rimanda alla tragicità della leggenda che circonda il fantasma del castello di Gropparello: la Dama Bianca, lo spettro che grida.

L’ingresso d’onore. Fotografia di Caba2011 condivisa con licenza Creative Commons 3.0 via Wikipedia:

La leggenda di Rosania Fulgosio

Intorno alla seconda metà del 1200, si tenne al castello di Gropparello il matrimonio del conte Pietrone da Cagnano, valoroso combattente e condottiero. La sposa era Rosania Fulgosio, appartenente alla ricca famiglia guelfa proprietaria del maniero.

Sotto, Romeo e Giulietta, dipinto di Dante Gabriel Rossetti:

Come spesso accadeva a quel tempo, il matrimonio non era stato dettato da un sentimento d’amore, bensì da ragioni economiche e politiche; tuttavia, si vociferava che Pietrone, che con quelle nozze sarebbe divenuto il legittimo proprietario del castello e delle terre circostanti, fosse sinceramente innamorato della giovane donna che si accingeva a condurre all’altare: Rosania Fulgosio era infatti nota per la sua straordinaria bellezza e per la sua grande bontà d’animo, ma che nel giorno delle sue nozze appariva inspiegabilmente triste e malinconica nonostante la gentilezza del marito e i festeggiamenti in pompa magna.

Rosania Fulgosio non ricambiava i sentimenti di Pietrone da Cagnano: si dice infatti che a spingerla a quel matrimonio fosse stata la madre, desiderosa che la figlia divenisse contessa da Cagnano e andasse in sposa a un uomo ricco di sostanze e di valore militare. Dopo aver combinato il matrimonio, i genitori costrinsero Rosania a dire addio all’uomo che ella aveva amato sin da quand’era ragazza: si trattava di Lancillotto Anguissola, un giovane capitano di ventura fedele al marchese Pallavicino, avversario dei Fulgosio e dei Cagnano.

I genitori di Rosania ritenevano Lancillotto Anguissola un partito inadatto per la figlia per via del suo essere un mercenario al soldo del nemico, e per questo la costrinsero a rompere il fidanzamento che ella aveva segretamente contratto con lui.

La vita al castello di Gropparello – divenuto noto in questo periodo come rocca da Cagnano – per i due sposi trascorreva tranquilla, se non fosse stato per i numerosi conflitti che in quegli anni imperversavano in Italia. Pietrone da Cagnano, desideroso di accrescere il suo dominio conquistando sempre più territori, era spesso lontano dal maniero per partecipare a qualche battaglia o spedizione.

Rosania, lasciata sola dal marito, adempiva ai suoi compiti di castellana con solerzia e impegno, riuscendo a governare un castello in cui erano rimasti solo pochi soldati a difendere il gran numero di donne rifugiatesi all’interno delle mura per difendersi dalle razzie e dalle scorribande. La bontà d’animo di Rosania e la sua capacità di gestire al meglio una situazione così tesa e precaria le procurarono l’ammirazione di molte persone ma, come spesso accade, anche l’invidia di qualcuno.

Fra i silenti detrattori di Rosania vi era anche Verzuvia, un’anziana fantesca che in gioventù era stata la balia di Pietrone da Cagnano e che il conte, della quale si fidava ciecamente, aveva posto come cameriera personale della moglie. Verzuvia probabilmente sapeva o aveva intuito il poco affetto che Rosania nutriva nei confronti del marito, o era venuta a conoscenza del suo passato fidanzamento segreto con un mercenario, ma non potendo accusarla apertamente si limitava a covare in silenzio la sua antipatia e il suo rancore per la giovane castellana.

Un giorno, il castello venne preso d’assedio dalle truppe del marchese Pallavicino. I pochi soldati a difendere le mura vennero presto uccisi o catturati, e i soldati nemici entrarono nel maniero. Rosania avrebbe potuto mettersi in salvo attraverso il cumulo di pietre nel cortile del castello, che era solita scalare quand’era bambina, ma non voleva lasciare le altre donne in balia dei mercenari; perciò, decise di presentarsi al cospetto del capitano.

In alcune versioni della storia, si dice che Rosania abbia offerto il proprio corpo in cambio della salvezza delle altre persone presenti al castello; in altre, la leggenda riporta che si sia inginocchiata ai piedi del nemico a mani giunte e abbia recitato una preghiera prima d’implorare la sua pietà.

Ciò che invece è certo è che il capitano di ventura si tolse l’elmo rivelandosi Lancillotto Anguissola. L’antico amore di Rosania  proclamò di non avere intenzione di fare del male a lei o agli altri presenti.

Il castello di Gropparello restò per qualche tempo occupato dalle truppe mercenarie. Durante questo periodo, Rosania e Lancillotto riscoprirono il loro affetto l’una per l’altro, e per qualche tempo la loro storia d’amore ricominciò, all’insaputa del marito della donna e di nascosto da chiunque altro.

Tuttavia, l’idillio durò poco: Pietrone da Cagnano, saputo dell’assedio al maniero, ritornò con il suo esercito e riuscì a riconquistare il castello di Gropparello sbaragliando le truppe mercenarie. Lancillotto Anguissola venne aiutato da Rosania a fuggire grazie a quella stessa collinetta di pietre nel cortile su cui si arrampicava da bambina, e che permise al capitano di ventura di scavalcare le mura del castello.

Rosania accolse il ritorno del marito ringraziandolo di averla liberata dall’invasore e tacendo sul suo tradimento. Pietrone, forse sospettando qualcosa, domandò alla moglie se gli fosse rimasta fedele in sua assenza, domanda a cui Rosania rispose di sì.

Il tradimento di Rosania venne rivelato da Verzuvia che, avendo osservato la castellana durante il periodo d’assedio e avendo scoperto la sua storia d’amore con Lancillotto Anguissola, riferì l’accaduto a Pietrone. Il conte, cieco di gelosia e colpito nell’onore, decise di vendicarsi: diede ordine di scavare un antro nelle segrete del castello e, in una notte di tempesta, versò un sonnifero nel vino della moglie, che presto si addormentò.

Pietrone prese Rosania in braccio e la portò nelle segrete, dove la murò viva all’interno della stanza segreta, nella quale la donna si risvegliò solo per morire.

L’omicidio della moglie spezzò in due l’anima di Pietrone: innamorato di Rosania, non riusciva a perdonarsi di averla uccisa. Sfogò la propria ira contro Verzuvia, accusandola di essere la causa della morte della donna che amava, e la pugnalò, gettando il suo corpo nelle forre del torrente di Verzeno, dove venne ritrovato poco dopo.

Pietrone, forse temendo una vendetta o forse roso dal senso di colpa, perse completamente il senno: indossò l’armatura, montò a cavallo e imbracciando la spada si gettò nell’orrido su cui si affaccia il castello, trovando la morte sulle rocce del burrone.

Il fantasma della Dama Bianca, la donna che grida

Si vocifera che il castello di Gropparello sia infestato da numerosi fantasmi. Teatro di molte guerre e scontri, gli spiriti dei soldati piacentini e di molti altri militi ignoti affollerebbero le mura di questo forte che si erge nel mezzo di un bosco. La storia vuole che anche le anime di Verzuvia e di Pietrone da Cagnano si aggirino nel castello, irrequieti e impossibilitati a trovare la pace; ma lo spettro che sembra essere più famoso e di cui sembra siano avvenuti più avvistamenti resta quello di Rosania Fulgosio.

Secondo la leggenda, il suo spirito inquieto ancora vaga per il castello

Nonostante le ricerche, nessuno è mai riuscito a ritrovare la stanza in cui Rosania ha perso la vita. Tuttavia, sotto l’antica cantina, in corrispondenza delle segrete, alcuni testimoni hanno avuto modo di assistere o fotografare delle presunte apparizioni di quella che è divenuta nota con il soprannome di Dama Bianca:

Una figura evanescente dai tratti di una giovane donna

La Dama Bianca – una donna vestita di bianco con il capo coperto da un velo – è stata vista aggirarsi anche per altre stanze del maniero. Un gruppo di ospiti che ha pernottato al castello nella Torre del Barbagianni ha testimoniato di essere stato svegliato nella notte dal rumore di un pianto sommesso, e di aver visto nel cortile la Dama Bianca che singhiozzava mentre recitava una preghiera, poco prima che scomparisse.

Un’altra testimonianza proviene da una donna che, lavando il pavimento di una delle sale, vide delle impronte di piedi nudi comparire sulle piastrelle bagnate.

La leggenda vuole che, nelle notti di tempesta, dalla torre del maniero si sentano provenire delle grida femminili – le urla di Rosania che piange e invoca aiuto, intrappolata nella sua tomba di pietra.