Bello, prestante e con un viso pulito: è Rock Hudson, star di Hollywood che fa innamorare tutte le brave ragazze americane (e non solo) degli anni ’50 e ’60. Per la verità si innamora di lui anche Elisabeth Taylor (non esattamente una brava ragazza per l’epoca), la bellissima attrice che strega qualunque uomo con i suoi meravigliosi occhi viola. Ma non Rock Hudson, che sul set de Il Gigante non cede al fascino di quella donna irresistibile. Il motivo è semplice:

Rock Hudson è omosessuale.

Rock Hudson ed Elisabeth Taylor posano per una foto promozionale de “Il Gigante”, 1956:


Nello Star System hollywoodiano non è contemplata l’omosessualità, figurarsi poi per un attore protagonista di innumerevoli commedie romantiche, che riempiono le sale cinematografiche di donne adoranti, che magari sognano in segreto di passare anche una sola notte con il protagonista, l’inarrivabile “Rock”. Anche il nome che il suo agente Henry Willson sceglie per lui (l’attore si chiama Roy Harold Scherer), Rock, rimanda a un’idea di forza e mascolinità.

Un segreto come quello è però difficile da mantenere, e molti colleghi di Hollywood ne sono a conoscenza. Le voci corrono, e nel 1955 una rivista di gossip, Confidential, è lì lì per pubblicare un articolo con la notizia bomba sull’omosessualità del sex symbol. La casa di produzione di Hudson, la Universal Pictures, paga la sostanziosa somma di 10.000 dollari per mettere tutto a tacere. Poi, per evitare ulteriori illazioni, l’attore sposa la segretaria del suo agente, Phillys Gates, che per tre anni, tra il 1955 e il 1958, sarà sua moglie.

La donna asserisce che loro si frequentano già da tempo e che convivono da un paio di mesi quando, a sorpresa, Rock le fa la proposta di matrimonio. Anche dopo la morte dell’attore, nel 1985, Gates continua a sostenere di non aver saputo, all’epoca del matrimonio, che si trattava di una copertura, e di averlo vissuto come un rapporto autentico, finito in un divorzio per la “crudeltà mentale” di lui. La donna riceve mille dollari al mese, per 10 anni, come mantenimento e non si risposa mai più (qualcuno poi dirà che in realtà lei sapeva tutto ed era lesbica).

Rock Hudson, 1954

Intanto Rock Hudson, costretto a vivere la sua vita amorosa in gran segreto, colleziona diverse storie con personaggi più o meno famosi (si parla di Marlon Brando, James Dean, Errol Flynn, il regista e coreografo Jerome Robbins), ma anche con amanti occasionali, incontrati fuori dal pettegolo mondo di Hollywood.

Due sono le relazioni veramente importanti del divo tanto amato dalle donne: una è quella con Marc Christian, durata dal 1982 fino alla morte di Hudson, l’altra è quella con Lee Garlington, un aspirante attore conosciuto nel 1962. Nonostante la loro storia sia durata solo tre anni, Hudson, nella sua autobiografia uscita postuma dichiarerà che Lee è stato “il suo vero, grande amore”.

Garlington fa la comparsa nelle produzioni cinematografiche e lo ingaggiano per un film che ha come protagonista Hudson. Ha 26 anni e una bellezza delicata, con quegli occhi azzurri e i capelli biondi, ma anche un fisico da sportivo che non passa inosservato. Il primo approccio con l’attore è il suo, senza averne l’apparenza:

“Rock era la più grande star del cinema al mondo e si diceva che fosse gay. Così ho pensato ‘Fammi dare un’occhiata’. Me ne rimasi fuori dalla sua roulotte nel parcheggio della Universal fingendo di leggere Variety (a rovescio, N.d.A.) Lui uscì e passò oltre senza fermarsi. Poi sì fermò e si guardò indietro, una sola volta. Cominciò così”.

Garlington racconterà questa storia, e molti altri commoventi particolari della sua relazione con Hudson, solo dopo la morte dell’attore, in un’intervista rilasciata al giornale People.

Racconta di come, dopo quella rapida occhiata, Hudson abbia fatto in modo di conoscerlo, invitandolo a casa sua, e della sua soggezione nei confronti di quel gigante:

“Certo lui era altissimo, un mostro. Mi ha offerto una birra, ma non è successo niente. Letteralmente. Ero troppo spaventato.”

Il loro è, per ovvie ragioni, un amore clandestino: fare coming out a quei tempi avrebbe significato la fine della carriera nel mondo del cinema per entrambi. I due si incontrano di nascosto a casa dell’attore e Lee sgattaiola fuori alla mattina presto, scendendo dalla collina con la sua auto in folle, per fare meno rumore possibile e non farsi notare dai vicini di casa. Non si fanno mai foto insieme – “era troppo pericoloso” – l’unica che esiste li ritrae in un bar di New Orleans. Eppure Lee custodisce ancora tutte le fotografie che si sono scattati a vicenda, l’unico modo che avevano per conservare nei ricordi quell’amore. Un amore che non si spegne, ma che si conclude dopo tre anni, perché Lee è alla ricerca di una figura paterna, che Hudson non può incarnare:

Rock non era una persona forte. Era un gigante buono

Dopo la rottura con Hudson, Lee cambia lavoro e trova un nuovo compagno, che sposerà non appena i matrimoni gay diventano legali negli Stati Uniti.

La Stella di Rock Hudson nella Hollywood Walk of Fame

Immagine di Dietmar Rabich via Wikimedia Commons – licenza CC BY-SA 4.0

Anche l’attore va avanti con la sua vita, fino a che, nel giugno del 1984 scopre di essere ammalato di AIDS, ma è solo il 25 luglio 1985 che rende pubblica la sua malattia.

E’ un atto di coraggio quell’ammissione, non solo di essere omosessuale, ma di aver contratto un virus che in quegli anni sembrava colpire solo gli emarginati, come i tossicodipendenti e i gay dalla vita promiscua.

Rock Hudson è il primo personaggio pubblico, conosciuto in tutto il mondo, ad ammettere di avere l’AIDS, e questo in qualche modo aiuta gli ammalati non famosi come lui e sprona altre persone, come la sua amica Elizabeth Taylor, a impegnarsi nella lotta contro la discriminazione a cui sono sottoposti.

Rock Hudson e John Wayne nel film I due Invincibili


Hudson muore a 59 anni, il 2 ottobre 1985, e la sua ultima uscita di scena non è priva di polemica. Il suo ultimo compagno cita gli eredi e chiede i danni, perché l’attore aveva continuato ad avere rapporti sessuali con lui senza rivelargli di essere ammalato. L’uomo risulta comunque sano agli esami, così come l’attrice Linda Evans, baciata da Hudson durante la registrazione di un puntata di Dinasty. Anche in quel caso l’attore non aveva avvisato la produzione di essere affetto da AIDS.

Lee Garlington invece piangerà a dirotto nell’apprendere la notizia della sua morte. Aveva chiesto di incontrarlo appena saputo della malattia, ma le persone più vicine all’attore, le attrici Liz Taylor e Doris Day, gli consigliano di non farlo perché è irriconoscibile, tanto il virus ha devastato il suo aspetto:

Era così malato che non avrebbe saputo chi ero ed era meglio ricordarlo come era stato prima

Ancora oggi, ad 83 anni, non riesce a nascondere il rimpianto per quel grande amore interrotto: “Come vorrei che fossimo nati 30 anni dopo, per vivere la nostra storia alla luce del sole…”.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.