E’ stato recentemente ritrovato il brevetto originale per una “macchina volante” depositato dai fratelli Wright 113 anni orsono, nel 1903. Il documento è tornato negli archivi nazionali dopo esser stato perso per oltre 36 anni, e rappresenta una ri-scoperta di grande importanza per la storia dell’areonautica mondiale. Il 17 Dicembre del 1903 i fratelli Wright riuscirono a far volare la loro macchina per 12 secondi su una distanza di 36 metri a Kitty Hawk, nel North Carolina. Dopo circa tre anni dal deposito del brevetto e dal primo volo, l’ufficio statunitense preposto riconobbe l’ufficialità dell’invenzione con numero 821.393 assegnato il 22 maggio del 1906.

Per anni il brevetto fu conservato all’Archivio Nazionale di Washington. Nel 1978 il Museo dell’Aria e dello Spazio dello Smithsonian chiese il documento per commemorare con una mostra sull’aviazione il 75° anniversario del primo volo di successo con un equipaggio, appunto il fratelli Wright. Gli archivisti contrassegnarono i documenti come restituiti nel 1980, ma una ricerca seguente non riuscì più a localizzare i documenti, aggiunto alla lista ufficiale dei documenti mancanti.

Brevetto-Wright-2

Si pensò quindi ad un furto per la vendita a qualche investitore privato, ma è bene considerare che i documenti, a volte, possono anche perdersi fra altri documenti. Gli archivi statunitensi contano qualcosa come 3.047 metri cubi di carte per 269 milioni di pagine. Trovare il brevetto dei Wright avrebbe potuto rappresentare la classica ricerca dell’ago nel pagliaio.

Il documento è però stato ritrovato all’interno di un altro archivio, precisamente a Lenaxa, in Kansas, dove era rimasto per tutti questi anni. Alcune pagine del documento appariranno ad una mostra al West Rotunda Gallery Museum a partire dal 20 Maggio per celebrare il 110° anniversario del conferimento del brevetto ai due fratelli più celebri della storia dell’aviazione mondiale.

 

Per approfondire questo il sito dei National Archives degli Stati Uniti.

Categorie: Storia

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...