Il nostro obiettivo alla Carlisle Indian Industrial School è prepararvi ad assumere un ruolo idoneo nel mondo dell’uomo bianco

Con queste parole la Carlisle Indian School, fondata nel 1879 dal colonnello Richard Henry Pratt sotto l’autorità del governo federale degli Stati Uniti, dichiarava esplicitamente il proprio intento di cambiare radicalmente usi, costumi e cultura dei giovani nativi americani.

Se formalmente veniva sostenuta l’uguaglianza razziale, l’idea stessa del termine “uguaglianza” era da rapportare al XIX secolo. L’obiettivo era dimostrare che i nativi erano uguali ai bianchi semplicemente rendendoli il più occidentale possibile.

Lo slogan era:

Kill the Indian, Save the Man – Uccidi l’indiano, salva l’uomo

Agli studenti veniva proibito di parlare la propria lingua. Avevano i capelli tagliati ed erano vestiti con cravatte e abiti tipici della moda dell’epoca. Una volta entrati nella scuola non tornavano dalle proprie famiglie per diversi anni, e nell’istituto gli venivano insegnati arti e mestieri come il panettiere o il fabbro, rendendoli pronti al mondo del lavoro statunitense.

Nonostante queste premesse, in molti studenti ricordano l’esperienza alla scuola del Colonnello Pratt in modo positivo, descrivendolo come un brav’uomo, “padre dell’educazione indiana”.

Poiché la missione di Pratt era quella di dimostrare che i Nativi Americani avevano un posto preciso in un mondo che stava distruggendo le loro case e la loro cultura, si avvalse della fotografia per dimostrare il miglioramento del prima e dopo degli studenti entrati alla sua scuola.

La serie comincia con Tom Torlino perché i suoi ritratti sono due delle immagini “Prima e Dopo” più conosciute. Scattate dal fotografo John Choate nel suo studio a Carlisle nel 1882, questa foto “prima” è stata scattata quando Tom è arrivato a scuola:

Tre anni dopo, nel 1885, si nota quanto la pelle di Tom appaia più chiara. Probabilmente il fotografo illuminò diversamente il soggetto per renderlo il più bianco possibile, a dimostrazione del grande cambiamento che offriva la scuola ai suoi studenti.

Sotto, un’immagine del 1882 mostra dodici studenti Navajo – tra cui Tom Torlino, seduto in prima fila, in basso a sinistra, e il Colonnello Pratt è seduto sul palco:

L’immagine sotto mostra un gruppo di Navajo che entrò a Carlisle il 21 ottobre 1882 e venne fotografato “dopo un po’ di tempo a scuola”. Ancora una volta, c’è Tom Torlino – seduto nella fila centrale, terzo da sinistra.

Sotto c’è un’altra foto in studio, questa volta di tre ragazzi Sioux. Richard Tritt, l’archivista di foto della Cumberland County Historical Society, ha spiegato che durante questi servizi fotografici in studio, Choate aveva a portata di mano oggetti di scena e costumi, con cui caratterizzava in modo marcato la cultura degli studenti. Non si sa quanto accurata fosse la ricostruzione, ma la didascalia della fotografia riporta “Tre studenti Sioux appena arrivati alla Carlisle Indian School nel 1883”:

E sotto gli stessi tre ragazzi dopo tre anni a Carlisle, con l’uniforme da cadetti:

La foto sottostante di quattro bambini Pueblo è uno dei pochi ritratti in studio che unisce femmine e maschi. Fu scattata nel 1880, appena un anno dopo l’apertura della scuola:

E sotto si nota il cambiamento con l’uniforme e il taglio di capelli:

Sotto si notano un gruppo di Chiricahua Apaches dopo essere arrivati ​​dal campo di prigionia di Fort Marion, in Florida (il Colonnello Pratt gestiva quella prigione prima di iniziare Carlisle). Questi erano della stessa Nazione di Geronimo, a cui non era permesso tornare a casa. A Fort Marion le condizioni erano terribili e, di conseguenza, gli Apache arrivati a Carlisle dalla Florida erano alcuni degli studenti più malsani dell’istituto, e molti non sopravvissero. Il cimitero della scuola ospita un gran numero di studenti Apache:

Qualche mese dopo, nel marzo 1887: “Chiracahua Apaches quattro mesi dopo il loro arrivo a Carlisle”

Sotto, un’altra celebre fotografia, che raffigura White Buffalo. Il ragazzo fu uno studente di Carlisle dal 1881 al 1884. Questa foto è stata scattata nel 1881, quando White Buffalo aveva 18 anni, e mostrava una prematura canizie:

Qualche tempo dopo Bufalo Bianco mostra i capelli tagliati e con la riga, una giacca e una cravatta:

Tutte le fotografie sono di pubblico dominio conservato all’archivio della Cumberland County Historical Society.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...