Durante gli scavi dell’antichissima Villa Papiri di Ercolano, sepolta dalla cenere vulcanica nel 79 d.C., alcuni operai del XVIII secolo trovarono un insolito pezzo di metallo, abbastanza piccolo da stare in una tazza da caffè. La pulizia dell’oggetto in metallo (visibile in questa fotografia) rivelò qualcosa di molto importante dal punto di vista storico:

Uno dei più antichi esempi conosciuti al mondo di una meridiana portatile, realizzata a forma di prosciutto

Fotografia di Erik Anderson condivisa con licenza Creative Commons 3.0 via Wikipedia:

Grazie agli strumenti di studio più innovativi, oggi la meridiana è riproducibile con la stampa tridimensionale. Un modello realizzato da Christopher Chenier dell’università Wesleyan University di Middletown, consente di comprendere meglio il funzionamento di questo antico artefatto, di cui possiamo intuire l’importanza dato che, ovviamente, a quei tempi non esistevano gli orologi.

Sotto, la riproduzione della Meridiana a forma di prosciutto di Ercolano, indicante le 9 di mattina. Fotografia di Christopher Parslow:

Le meridiane erano d’altronde molto diffuse in tutte le città dell’impero, ma nel caso una persona si trovasse fuori dall’urbe gli era impossibile sapere l’ora se non con una meridiana portatile. Di questi antichissimi “orologi da taschino” soltanto 25 sono giunti sino a noi, di cui il “prosciutto di portici” (come viene apostrofata, anche se scoperta a Ercolano) è probabilmente la più antica in assoluto.

L’oggetto ha una griglia leggermente distorta che funziona come un quadrante:

Le righe verticali indicano i mesi, quelle orizzontali le ore dopo l’alba o prima del tramonto

Lo gnomone (la lancetta della meridiana) andò persa nel manufatto originale, ma fortunatamente fu descritta dai resoconti settecenteschi. Essa era a forma di coda di suino, e lo studioso statunitense ne ha realizzata una di propria fantasia.

Sotto, ricostruzione immaginaria di Ercolano:

Alla prova dei fatti, la meridiana funzionava così: posizionati con il sole alla propria sinistra e orientando la meridiana perché l’ombra dello gnomone si posizioni sulla linea verticale del mese corrente, la punta posizionata sulla linea orizzontale indicherà le ore che sono trascorse dall’alba o quelle che mancano al tramonto.

La forma del prosciutto, forse, sta a indicare la caducità della vita in perfetto stile epicureo, usando un animale caro alla scuola filosofica. Un antichissimo Carpe Diem che potrebbe indicare il destino di tutti noi: finire a contare il tempo sotto forma di prosciutto.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...